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Empanadas de carne 2


Ricetta rivista, perfetta, deliziosa.
Non tanti cambiamenti, ma quelli che servono a rendere l'impasto più elastico e croccante ed il ripieno piu succoso e saporito. Inoltre ci tenevo tanto a che questa ricetta fosse presente anche su Leifoodie e quindi, mani all'opera :)
Puoi farle piccole (12 cm di diametro) come aperitivo, oppure più grandi come pasto (18 cm diametro).
Sono anche perfette per il picnic o per portartele fuori a pranzo.


Ingredienti per l’impasto
400 g di farina 00
110 g di strutto a temperatura ambiente
3 g di sale
1 cucchiaio colmo di pimenton dulce (paprika non piccante)
80-100 ml acqua tiepida
Preparazione
Setaccia farina, pimenton e sale.
Sul banco di lavoro disponi la farina a fontana e inizia a impastare con lo strutto, aggiungi  l’acqua poco alla volta,  sino ad avere un impasto liscio ed elastico. Avvolgi in pellicola e lascia in frigo almeno tre ore lascia in frigo.
Ingredienti per il ripieno
250 g di macinato misto
30 g di strutto
150 g di scalogni tagliati sottili
2 spicchi d’aglio
1 peperone rosso piccolo tagliato brunoise (quadrettini piccolissimi)
1 peperone giallo piccolo tagliato brunoise
60 g di olive verdi denociolate e tagliuzzate piccole
50 g di uva passa
Sale q.b.
Peperoncino (facoltativo, io non lo aggiungo ma se vi piace il piccante, una puntina proprio)
Un uovo sbattuto per pennellare las empanadas, prima di infornare
Preparazione
L'ideale è fare il ripieno la sera prima, in modo che possa stare tutta la notte in frigo.
Rosola nello strutto gli spicchi d’aglio schiacciati e nella loro camicia (dopo li ritiri), aggiungi lo scalogno, i peperoni e rosola a fuoco bassissimo, senza scottare le verdure,  più o meno 15 minuti sino a che lo scalogno diventa trasparente.
Alza il fuoco e aggiungi la carne, cuoci 5 minuti a fuoco vivace mescolando e poi abbassa il fuoco e cuoci altri 10 minuti  (la carne deve conservare i propri succhi senza seccare). Non cuocerla troppo, giusto quel che basta, devi considerare que questo ripieno va cotto due volte, in padella e poi, a empanada fatta, in forno.
Ritira dal fuoco, aggiusta di sale e aggiungi l’uva passa e le olive. Lascia raffreddare. Sistema il ripieno in un contenitore coperto e tieni in frigo almeno 6 ore, meglio tutta la notte. Togli l’impasto dal frigo 1/2 ora prima di stenderlo con un mattarello. Questa operazione sarà molto semplice dato che è estremamente elastico. Accendi il forno a 180 gradi.
Infarina il banco da lavoro, stendi l’impasto e taglia cerchi da 15 cm, riempi con un cucchiaio di ripieno, chiudi a metà premendo i bordi in modo da saldare l’empanada. 
Chiudila (repulgue) iniziando da un estremo che va piegato su se stesso e sopra questo piega ancora, uno sopra l’altro. Se non riesci a fare il repulgue, puoi sempre chiudere premendo i bordi già uniti, con una forchetta.
Fai un paio di fori con uno stecchino, sistema in una teglia da forno rivestita da carta da forno, spennella con un uovo sbattuto e inforna 15- 20 minuti a 180 gradi fino a che risultino dorate.



Gallina padovana imbriaga





A Padova abbiamo dei volatili pregiati. Vengono allevati in campagna e soprattutto sui Colli Euganei dove, oltre ai soliti ruspanti troviamo galli e galline eccezionalmente belli ed eleganti, ci vorrebbe un servizio fotografico ad hoc!!
Questa è una delle più classiche ricette Padovane, la gallina imbriaga.
Faccio una premessa, la vera ricetta, quella dei ristoratori padovani, non porta sedano e carota ma solo cipolla e funghi e degli aromi. Faccio una variante quindi perché voglio questa gallina ancora più profumata e fragrante, leggermente più dolce.
Il risultato, vi assicuro, è da urlo! Un semplice piatto della tradizione contadina, reso saporito e di grande personalità grazie a ingredienti di prima qualità, e non parlo solo della gallina che sarebbe, con la sua carne tenace, la protagonista indiscussa ma, credetemi, un sedano o una carota presi al mercato, nel vostro banco di fiducia, possono cambiare, con il loro sapore verace, le sorti di un piatto e donare sfumature di gusto straordinarie.
Per quanto riguarda la scelta della gallina, scegliete quella carnosa (3 kg circa) e non, questa volta la classica gallina da brodo (1,5 kg circa).
In compenso fatevi dare testa, collo e zampe, aggiungete le ali e sedano, carota cipolla, alloro e sale e avrete un brodo del tutto rispettabile :)
Inoltre questo è uno di quelli piatti "furbi", economico, è una pietanza di quelle che allestite in 15 minuti e che dopo si costruisce in pentola da sola, in un paio d'ore scarse, con risultato e gusti importanti

Ingredienti
Una gallina ben pulita e spennata, 3 kg circa
Farina necessaria per infarinare i pezzi di gallina
1litro di Merlot dei Colli Euganei
1 pezzo di pancetta di 250 gr tagliato a cubetti
olio extra vergine q.b.
3 grosse carote tagliate a rondelle
3 grosse cipolle tagliate a fette
5 coste di sedano pulito dai fili
3 denti d'aglio schiacciati
3 chiodi di garofano
3 bacche di ginepro
5 foglie di alloro
2 rametti di rosmarino
5 patate con la buccia, pulite (che serviranno per la crema di patate e cipolle dove andranno adagiati i ravioli)
Sale q.b.
Prezzemolo tritato per servire
Le bucce di 3 grosse patate tagliate a striscioline e fritte

Taglia la gallina perfettamente pulita in 10 pezzi: in due la coscia e in 6 il petto. Infarina abbondantemente i pezzi.
In una pentola versa 2-3 cucchiai d'olio extravergine e rosola i denti d'aglio schiacciati. Appena dorati ritirali e sistema i pezzi di gallina infarinati appoggiandoli prima dalla parte della pelle. Fai dorare e gira i pezzi dorando ancora dall'altra parte. Ritira i pezzi dalla pentola tenendoli in un piatto. Aggiungi i cubetti di pancetta, dorare appena e continuare Incorporando le cipolle e falle imbiondire a fuoco basso mescolandole spesso. Aggiungi le rondelle di carota e il sedano, mescola bene. Sistema i pezzi di gallina, aggiungi il vino, i chiodi di garofano, il ginepro, l'alloro, le patate e poco sale (poi aggiungerai alla fine ma risulterà molto sapido di suo. Alza la fiamma sino a che raggiunga bollore, abbassa la fiamma e fai sobbollire coperto per un ora abbondante. Mescola ogni tanto e verifica che i liquidi di cottura non si asciughino, a fuoco basso non dovrebbe succedere. Verifica la cottura delle patate e ritirale quando saranno tenere.
Dopo un ora e un quarto circa, scopri la pentola e, sempre a fuoco basso, continua la cottura per  45-60  minuti. In questo modo il fondo di cottura comincerà a stringersi.

Preleva i pezzi di gallina, frulla il fondo di cottura e rimetti la carne in pentola.

Sbuccia le patate, passale nello schiacciapatate. Frulla un cucchiaio delle cipolle della cottura, aggiungi le patate passate e mescola molto bene senza frullare e aggiungi un Po di latte se necessario. Conserva al caldo, sarà la cremina di base dove appoggerai la gallina.

Impiattamento:
In un piatto caldo, disporre al centro un bel cucchiaio di crema di patate e appiattire formando un cerchio con il cucchiaio, sopra appoggiare il pezzo di gallina, sopra un cucchiaio di sugo del fondo di cottura. Sistema le bucce di patate fritte e spolvera con un Po di prezzemolo tritato.


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Pasta al forno della nonna con agnello, fave e pecorino


Questa è la ricetta di base della pasta al forno di mia nonna.
Io ho sostituito il macinato con agnello,  i pisellini con le fave e il parmigiano con un pecorino 13 mesi. Ho mantenuto invece le pappardelle che erano il tipo di pasta da lei utilizzato.
Ho cercato di mantenere la consistenza e la sapidità tipica della sua cucina: con quello che aveva a casa, includendo sempre gli avanzi, riusciva a cucinare un piatto spettacolare dando sempre molta importanza al sapore. I suoi piatti erano di grande presenza e carattere, il concetto di "delicato" era a lei sconosciuto.
La consistenza di questa pasta al forno è lontana dalla idea di una asciutta e croccante pasta al forno, al contrario è molto cremosa e "fondente" per l'abbondante presenza di pecorino.
Portate pazienza con le proporzioni, mia nonna calcolava tutto a occhio e cucchiaio ;)

Ingredienti per 8-10 persone:
500 g di pappardelle bollite a cottura normale.

300 g di pecorino grattugiato
300 g di fave bollite, tenere e sbucciate

500 g di spalla di agnello da latte pulito da filamenti e tagliato a pezzi regolari
1 litro di brodo fatto con verdure e finocchietto (carote, cipolle, sedano e 3 rametti di finocchietto, sale q.b.)
1 cipolla piccola tritata
olio EVO q.b.
1 bicchiere di vino bianco 
Sale q.b.

Ritirare il finocchietto dal brodo, tritare finemente. In un tegame di coccio appassire la cipolla tritata nell'olio a fuoco basso, aggiungere il finocchietto. Alzare la fiamma e rosolare i pezzi di spalla. Una volta dorato da una parte girare e rosolare l'altra, aggiungere il vino bianco e poco brodo alla volta. Coprire e cuocere a fuoco basso per aprox. 1 ora versando del brodo man mano che questo si asciuga, aggiustare di sale se necessario.
Lasciar raffreddare e disossare con le mani ottenendo dei piccoli pezzi di carne d'agnello e tenere da parte.

Besciamella:
1 litro di latte intero
6 cucchiai rasi di farina
4 cucchiai di burro (ho messo 100 g.)
sale
4 cucchiai abbondanti di pecorino grattugiato 

Intiepidire il latte in un bricco (dico io 50-60°).
In una pentola larga fare sciogliere il burro senza farlo bollire ma quasi. A quel punto versare la farina tutta di un colpo  e mescolate velocemente con una frusta per unire farina e burro in un composto liscio (1 min più o meno sul fuoco medio-basso). Versare il latte tiepido e mescolate con la frusta velocemente, aggiungere il pecorino, mescolare bene e aggiustare di sale.

Tagliare grossolanamente le fave (già bollite in acqua e sale sino a diventare tenere e sbucciate) e mescolarle in una ciotola con del pecorino grattugiato grosso.

Montaggio del piatto: 
Accendere il forno a 170°.
E' meglio che la besciamella sia calda in modo di poterla lavorare meglio dato che in questo modo, sarà più liquida.
In una teglia da forno piuttosto grande versare un fondo di besciamella, sopra le pappardelle cotte, sopra ancora besciamella poi le fave con il pecorino e sopra i filetti di carne d'agnello. Ripetere pasta, fave e pecorino, carne d'agnello e per finire il resto della besciamella e abbondante pecorino grattugiato.
Infornare per 1/2  sino a gratinare la superficie.

Con questa ricetta partecipo al contest di Papageno Editore: La cucina di mamma'.



Lingua con chimichurri verde (io adoro le frattaglie :)


Credo che sia la terza ricetta di frattaglie che cucino per questo blog.
Resta il fatto che io ami tantissimo le frattaglie.
In genere le frattaglie mi piace mangiarle alla piastra e, magari, accompagnate da qualche salsina. Solo il fegato lo cucino più elaborato, tipo alla veneziana.
Le mie preferita sono senza dubbio le animelle e il rognone.
Senza volervi inorridire aggiungerei che sono deliziosi i testicoli del toro, che sono tipici nelle churrasquerias brasiliane e la ubre della mucca da latte (di razza Holando Argentina, quella bianca pezzata nera) di una morbidezza incredibile e con un caratteristico sapore latteo, appunto.
Oggi ho preparato invece la lingua che ho accompagnato con un semplicissimo chimichurri verde su una base di citronette piuttosto che vinaigrette.
La lingua va cotta bollita, in Argentina si serve solitamente come aperitivo e a mio padre e a me piacevano moltissimo mentre mia madre si ritirava letteralmente dalla sala da pranzo, praticamente schifata!
Prepararla è semplicissimo: la lingua di bovino va messa in a acqua fredda salata e portata a bollore con carote, sedano, cipolle, aromi e due denti d'aglio.
Diciamo che per mezzo kg di lingua ci vuole una cottura di circa 1 ora- 1 ora 1/4. quando è tenera la ritirate dal vostro brodo, la lasciate riposare 5 min e cominciate a spellarla. Dopo la taglierete a fettine sottili.

Per il chimichurri verde su citronette: sciogliete un cucchiaino di sale nel succo di un limone piccolo, aggiungete 1 paio di cucchiai olio evo, un dente d'aglio tritato piccolissimo, sale, pepe e appena una puntina di peperoncino.
Poi aggiungete 3 scalogni tritati finissimi a coltello e tre cucchiai di prezzemolo, anche questo tritato molto sottile.

Servite la lingua con questo chimichurri verde che da un vibrante tocco di sapore, fresco ma intenso e leggermente acidulo.
Completate con qualche fiocco di sale affumicato qua e là.

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Gallina imbriaga padovana


E' il piatto padovano per eccellenza, profumatissima!
In inverno la servo con le sue verdurine di cottura ed è un piatto delizioso.
Questa volta l'ho servita tiepida e accompagnata con una insalatina ed è piaciuta moltissimo a tutti, il vino di cottura non si sente e possono mangiarla anche i bambini.
La ricetta la trovate sul mio blog di Donne sul Web.
Vi auguro a tutti buon inizio settimana :)

Pastel de Carne


Il pastel de carne è un piatto che in Argentina si fa spesso (almeno nei miei anni vissuti li).
Mi ricordo che lo si chiamava Pastel Munich (non mi domandate perchè). Comunque di pasteles con la carne c'è ne anche uno molto tipico credo del Nord de l'Argentina ed è il Pastel de Choclo (mais) con quella puntina di dolce che mi piace tanto (ok!! lo farò al più presto:)).
E' un piatto povero che io sinceramente faccio quando mi avanza del purè.
Vi do' questa ricettina semplice che però faccio a modo mio e quindi più leggero, con pochissimo olio e senza olive (perchè ai bimbi non piacciono) e senza uova sode tagliate dato che non trovo molto il senso di questa aggiunta nella carne, insomma, solo nelle empanadas.

La ricetta è semplice e veloce e può perfettamente costituire un piatto realizzato con gli avanzi (così è successo a me)!!

Per 4 cocottine
500 g. di macinato misto
1 cucchiaio di olio evo
1 dente d'aglio schiacciato
1 grossa carota
2 scalogni
1 peperone rosso piccolo
sale
pepe
10 cucchiai pieni di purè già fatto (non l'ho pesato, ma diciamo che ogni cocotina ne porta 2 bei cucchiai)
1 uovo sbattuto con un cucchiaio di grana gratuggiato o gruyère.

Se volete potete aggiungere a fine cottura della carne: olive verdi tagliuzzate, 2 uova sode tagliate grossolanamente e una bella manciata di uvetta lasciata amorbidire in amollo, con questi ingredienti fate la ricetta tradizionale ;))

Rosolate in una padella con il cucchiaio d'olio, l'aglio e lo scalogno tagliato a fettine sottili, aggiungete la carota gratuggiata e il peperone tagliato a dadini piccoli e lasciate apassire a fuoco basso per 10 min. Aggiungete la carne macinata mescolando velocemente e cuocendo il meno possibile, deve rimanere tenera, non stracotta! Il resto della cottura lo farà il forno ;) A cottura ultimata salate e pepate a piacere.
In una piccola terrina individuale riempite di carne fino a 3/4 e mettete 2 piccoli pezzettini di burro. Coprite con il purè, pennellate la superficie con l'uovo sbattuto e il grana.
Passate al grill 10 min. sino a dorare la superficie.
Servire ben caldo.
Un abbraccio a tutti, a presto:)

Filetto di maiale con mele al rosmarino e miele, una richiesta di aiuto e una bella novità


Buongiorno a tutti.
Il post di oggi unisce tante cose.
Come sempre c'è una ricetta ma oggi non si trova qui ma sul mio spazio cucina del portale "Donne sul Web".
Iniziata ieri sera tardi la mia collaborazione con questo interessante portale dove potete trovare tutto quello che a noi donne (e non solo) può interessare.
Quindi tra poco vi troverete con due ricettine, una sul mio amato Aromadicasa e un'altra sul "blog di Patricia "Aromadicasa"
Ieri ho fatto per voi questo delizioso filetto di maiale con le mele al rosmarino e miele che troverete qui.
Se venite a darmi un saluto anche sul mio nuovo sapzio mi farete davvero felice e se volete lasciarmi un pensiero scritto ci vuole solo un minuto per registrarvi:)

Adesso passo ad un'altro tema molto serio e che coinvolge tutti noi, in particolare quelli che come me, abitiamo in questa meravigliosa regione.
Parlo del   alluvione che vede il Veneto in ginocchio. Per chi non avesse letto il post di Libera vi rimando da lei, che sa esprimere meglio di me i sentimenti che provoca questa  situazione ed il bisogno vero e impellente di aiutare.

Vi ricordo gli estremi del c.c. per poter aiutare concretamente,
Intestatario del conto corrente messo a disposizione per la raccolta di fondi per gli alluvionati è la REGIONE DEL VENETO, Dorsoduro 3901, 30123 Venezia.

Riportiamo qui di seguito i dati completi per poter effettuare il bonifico bancario:
IBAN: IT 62 D 02008 02017 000101116078, Banca Unicredit,
Intestatario: REGIONE DEL VENETO, Dorsoduro 3901, 30123 Venezia
Causale: "Emergenza alluvione novembre 2010"

Vi ricordo inoltre che è possibile aderire all'iniziativa in modo ancora più semplice, inviando un sms al numero 45501 ( 2€)
 
Vi ringrazio di cuore per quello che possiate fare.
Un abbraccio forte a tutti voi, vi auguro un buon we.

Passion for BBQ: animelle (mollejas)

Per me non c'è grigliata senza animelle, anzi le chiamerò mollejas (in spagnolo) perchè già pronunciando questo nome mi vengono in mente i giorni nelle Pampas a gustarci un ottimo asado.
In verità ogni asado che si rispetti ha anche mollejas ed io le prenoto dal mio maccellaio di fiducia con un certo anticipo ogni volta che intendo fare una grigliata. I miei amici lo sanno e mi chiedono sempre se ci sono anche le mollekkkass...
In argentina la grigliata è una cosa da uomini, sono loro a preparare il fuoco, comprare la carne con cura e preparare tutto il necessario. In argentina si arrostisce ovunque e s'improvvisano bracieri dappertutto, ad esempio i lavoratori edili, muratori ecc. la pausa pranzo la fanno solitamente improvvisando un braciere per terra... eh già, maestri del fuoco e di come farlo (che non è prorpio come accendere il forno, intendiamoci).
Qui in Italia ho imparato con gli anni a farla io dato che mio marito non ha la minima esperienza su come fare fuochi (non accende neanche il camino del salotto...), adora la grigliata ma, diciamo, il suo cibo del cuore e la pasta e poi, penso lasci a me questa incombenza in tutta serenità... sono io l'argentina de la pampa e l'asado insomma!!!
Un piccolo appunto sul legno e la carbonella: a me piace mettere tutti e due, mi piace il sapore che da la carbonella con un po' di legno qua e là. Per arrostire mi piace usare legno di quercia o faggio ed aggiungo sempre un po' di legno di ulivo che da un'ottima punta di sapore. Dovete stare attenti che il legno non sia verde dato che farete fatica a fare il fuoco per l'acqua contenuta in esso.
Provato una volta il legno di pino... negativo, non mi piace il sapore che da alla carne e, essendo molto resinoso, è difficile tenere un fuoco giusto.
Devo confessarvi che mi faccio aiutare da 1-2 zollette di diavolina ecologica (quella che sembra legno).

Preparazione e consideraioni in merito:
Ma passiamo a las mollejas: dovete chiederle con qualche giorno di anticipo. Chiedetele già perfettamente pulite in modo di cucinarle e basta.
Con 1 kg ne avete più o meno 8 mollejas.
La preparazione è semplice, tagliatele a metà (è come dividere a metà un pan di spagna), se sono molto grosse tagliatele in 3.
C'è chi le taglia a fettine sottilissime  ma, irrimediabilmente vengono troppo arrostite ed è un peccato perchè non si percepisce più la sua carne bianca che è delicata e deliziosa, quindi ben cotte si, ma non abrustolite!
Dovete metterle a cuocere sul bbq alla fine, dato che in 5-8 min saranno cotte. Chiaramente a mettà cottura le girate.
Se avete fatto delle fettine sottili potete improvisare un vassoio di cottura con la stagnola faccendo qualche bucchetto sulla base.
Io le mangio così, da sole, senza intingoli, con un po' di sale messo a cottura ultimata e una insalatina fresca, Se proprio volete aggiungete un filino d'olio fruttato sopra.

Con questa ricetta partecipo al contest di Al Cibo commestibile,  Fuoco alle Griglie, con la collaborazione di WEBER
 

Carrè di maiale alla birra (Super Baladin) e patate nere e scalogni glacè


Vi chiedo scuse due volte.
Una perchè magari voi vi aspettate delle ricette primaverili e io continuo con queste ricettine di mezzo Autunno (chissà perchè).
Due perchè non ho fatto la foto a piatto terminato e, per dire la verità, ne valeva la pena!! E' successo che avevo ospiti e mentre servivo le porzioni mi sono ricordata della foto ma ormai era tardi  e quindi, snif, niente foto. Per fortuna ho fotografato qualche preliminare...
Non ho resistito vedendo questo carrè così amorevolmente pronto, lo guardavo e lui mi diceva: cucinami.... cucinami!!! Così l'ho preso.
Dopodichè ho iniziato a pensare alla ricetta e mi è venuta in mente la birra ma non una qualsiasi.
Sono andata dal mio gastronomo Franchin in via del Santo (non è una marchetta) che la mia cara Babuska conosce bene, intanto hanno delle cose di una qualità insuperabile (è così lo è anche il prezzo) ma puoi chiedere consigli, si capisce che loro sanno cucinare!! Quindi arrivo e spiego che ho un carrè divino e vorrei farlo con la birra e le patatine nere glacè (la reazione alle mie parole: mi ha proprio guardata  con amore) e, di seguito mi ha consigliato la birra Super Baladin che "è molto aromatica, corposa, va benissimo anche in cottura perchè è grassa e persistente, non condisca troppo, non serve", infine mi saluta e mi augura buon divertimento:))
Arrivata a casa la apro subito, verso un po' in un calice (mi credete che non ho bicchieri da birra!!!) e noto subito il suo colore ambrato rossiccio, aromatica, non amarognola (leggermente alla fine) mi conquista, è una birra da meditazione;) Penso avesse ragione Franchin, non serve condimento, forse, dico forse un cucchiaino di miele...





Vi ricordate il mio passato fine settimana sui colli? tornando ho trovato un carretto con frutta e verdura, mi sono fermata, ho acquistato ciliegie e primizie di stagione e... patate nere!! finalmente trovate queste sconosciute, ho preso 1 Kg ( e me ne pento, era da fare scorta!) ed ecco le patate che ho utilizzato per questo meraviglioso e semplicissimo carrè.




1,5 carrè di maiale
1 Kg di patate nere piccole (o novelle normali... che non è facile trovare le nere, insomma)
5 scalogni  tagliati piccoli
1 bottiglia di birra Super Baladin
1 cucchiaino di miele (io ho usato castagno, of course... si lo so Stefania che non ti piace;)
2 cucchiai di zucchero di canna normale
sale rosa Himalayano q.b.
1 cucchiaio di olio extravergine (io ho usato Bitonto)

Accendete il forno a 190°
Metete a lessare in acqua salata le patate con la buccia sino a che si possano incidere con la forchetta senza rompersi, cioè appena cotte.
In una padella antiaderente versate 1 cucchiaio d'olio extravergine, lasciatelo scaldare per bene, ungete tutta la padella e sigillate perbene il carrè in tutti i suoi lati a fuoco alto.
Mescolate 1/2 bottiglia di birra con il cucchaino di miele. Portate il carrè in una teglia da forno, versate sopra la birra e portate in forno per 40 - 50 min (se il vs. carrè è più piccolo aggiungete meno birra per la cottura in forno, diciamo che non superi i 2/3 del carrè sulla teglia). Ogni tanto, con un cucchiaio versate sopra il fondo di cottura e state attenti che non finisca, se è così... aggiungete ancora un po' di birra).
Scolate le patate, in una padella antiaderente versate un cucchiaio d'olio, una volta caldo aggiungete le patate, giratele spesso in modo che formino una piccola crosticina (difficile da vedere dato che sono nere), abassate il fuoco e continuate a girarle ogni tanto per 10-15 min. Incorporate gli scalogni e cuocete 5 min ancora. Alzate la fiamma, spolverizzate 2 cucchiai di zucchero di canna, mescolate velocemente sino a che si fonda un po' lo zucchero, abassate la fiamma e incorporate 1 bicchiere di birra (in una padella da 30 cm), lasciate asciugare muovendo un po' la padella e dosando bene il calore.
Vi auguro una buona settimana :))

Pollo al lime confit, zenzero e champagne (e altre del fine settimana)

Ricettina fatta al volo questo fine settimana.
Scusate la foto ma l'ho fatta con l'iphone (siii Carola, ho ceduto alla tecnologia!! mi hai convinta, e mi trovo benissssiiimoooo!!), foto realizzata direttamente sulla padella, in assenza della macchina fotografica (rimasta in macchina!!).
Questo fine settimana ho fatto 1000 cose e vi racconterò un po' tutto.
Sabato siamo andati alla Fiera di Padova, dove c'èra un ristorante argentino: abbiamo mangiato un ottima carne e una paella fatta veramente mooolto bene.



La Domenica  una  fresca e sana colazione in terrazzo composta da copette di frutti di bosco e spuma di yogurt fatta con il sifone (un'altro acquisto carino che devo però ancora sperimentare)
Al pomeriggio giornata sui Colli Euganei da amici.




Ma parliamo di questa ricettina fatta al volo, molto semplice e di casa, arricchita con dei lime confit, olio al limone, zenzero gratuggiato e lo champagne rimasto in frigo (quello della tempura!). Ho aggiunto due scalogni, qualche patata e qualche carota perche mi piacciono le verdurine cotte nel sugo della carne di pollo.
Sono quelle ricette che allestisci in 10 min e dopo stanno sul fuoco due ore a cuocere tranquillamente.

6 sovracosce di pollo con la pelle
1 cucchiaio d'olio al limone
2 denti d'aglio in camicia e schiacciati
2 lime confit tagliati in 4
2 scalogni tagliati sottili
3 patate pelate e tagliate a pezzetti
2 carote tagliate a rondelline
1 cucchiaio di zenzero gratuggiato
1 bicchiere (200 ml) di champagne
sale q.b.
Rosmarino q.b.

In una padella antiaderente larga almeno 30 cm (la mia è 33), scaldate 1 cucchiaio d'olio al limone e rosolate l'aglio, aggiungete il pollo dalla parte della pelle e rosolatelo molto bene a fuoco vivace in modo che la pelle imbrunisca un po' e faccia crosticina. Girate il pollo, aggiungete il lime, lo scalogno, le patate e le carote, versate lo champagne, lo zenzero gratuggiato, il rosmarino e abassate il fuoco e cuocete almeno 2 ore (io copro la padella con la retina antischizzi che permette l'evaporazione ma non fa seccare il sugo), se il sugo si consumasse aggiungete semplicemente un po' d'acqua perchè il sapore sarà già abbastanza robusto!
Importante è non aggiungere più olio ne prima ne dopo dato che il pollo rilascerà il suo grasso, potreste addirittura evitarlo completamente se avete una antiaderente nuova o come nuova (la mia è in buone condizioni ma ha 4 anni...).
Un abbraccio e buona settimana a tutti :))

Arrosto di maiale con patate


Un classico, l'arrosto di lonza di maiale.
Una semplice ricetta di base alla quale ho aggiunto qualche aroma in più: arancia e semi di finocchio, mai messi fino ad ora.
Naturalmente accompagnato dalle patate come contorno dà il meglio e diventa anche un piatto unico!!



Per 4 persone
1 kg di lonza di maiale
2 denti d'aglio in camicia, schiacciati
olio extravergineq.b.
1 bicchiere di vino bianco (ho usato dello champagne avanzato)

3 rametti di rosmarino
1 cucchiaino di semi di finocchio
2 foglie di salvia
1 rametto di timo
2 cucchiaini di polvere di scorza d'arancia
fiocchi di sale di Cipro
1 cucchiaino di miele di castagno

1 kg di patate
1 dente aglio
1 rametto di rosmarino
olio extravergine q.b.
fiocchi di sale di Cipro sale q.b.

Tritare le erbe aromatiche a coltello, versarle in un mortaio, aggiungere l'arancia in polvere, il sale e i  2 cucchiai d'olio e il miele, pestare un po'.
Legare la lonza, spennellare con il trito di erbe aromatiche sopra e sotto e lasciar riposare 2 ore.
Accendere il forno a 180°.
In una padella addatta al forno, versare un po' d'olio e rosolare l'aglio e un rametto di rosmarino, quando è ben caldo mettere la lonza e sigillarla sopra, sotto, sfumare con il vino e quando prende temperatura sigillare anche ai lati. Portare in forno 20-30 minuti. Spegnere il forno e lasciare riposare dentro 15 min.
Sbucciare le patate, tagliarla a pezzi e farle bollire 10-15 min (devono essere ancora compatte ma morbide), scolare.
In una padella versare un po' d'olio, rosolare l'aglio e quando e ben caldo, versare le patate. Farle rosolare e quando hanno fatto la crosticina girarle. Alla fine salare.
Tagliare l'arrosto a fettine sottili. Servire accompagnato dalle patate.

Buona Domenica!:)

Empanadas de carne [1]


Contentissima di questo impasto per empanadas, risultato perfetto.
In fondo il problema era proprio l'impasto, dato che il ripieno e molto semplice da fare in quanto sono tutti ingredienti reperibili e, volendo, potete anche giocare di fantasia.
Succede che utilizzando una normale pasta sfoglia, intanto non c'è quel sapore caratteristico ma la cosa più grave è che scoppiano in cottura, e va bene con il ripieno di carne, ma pensate con quello di mais o quello di gorgonzola e noci... un disastro!!
Oggi ho fatto empanadas de carne, che è quella classica. Ho fatto solo queste  perchè volevo collaudare e "conoscere" il comportamento di questo impasto in ogni situazione: impasto, conservazione, stiramento, cottura e sapore e consistenza. A tutte queste fasi do un bel 10, e se lo dico io.... non perchè l'impasti siano il mio forte... no no no!!! ma appunto per questo, nelle mie mancanze divento intollerante e nervosa!!! invece è stato una favola realizzarlo.
Molto elastico ma con un "corpo" e delizioso una volta cotto.
E' successo un'altra cosa bellissima: mettendo in ordine delle carte per il mio imminente viaggio in Argentina, ho proprio trovato la ricetta di famiglia che credevo persa!!! e quindi carissimi.... preparatevi;))
Le ho fatte piccoline, da aperitivo e, con un po' meno della metà di questo impasto ne ho fatte 12 (9 cm di diametro), l'altro impasto l'ho congelato, speriamo con buoni risultati. Quelle normali hanno tra i 15 e i 18 cm di diametro.
Il punto dolente è lo strutto, ma penso neanche tanto... io andavo sempre dai macellai a chiederlo e invece è più facile trovarlo dai salumieri in confezioni da 200 g. e si usa proprio in cucina anche per fare le piadine o per friggere qualche cosa che non ho capito!! Resta il fatto che sostituendo il burro con lo strutto il sapore ci guadagna tantissimo (non parlo chiaramente di pasticceria).
Dovete organizzarvi così: il giorno prima dell'infornamento fatte l'impasto e il ripieno (che per infornarle deve essere ben freddo).

Per l'impasto:
400 g. farina 00
110 g strutto a temperatura ambiente
3 g di sale
1 cucchiaio colmo di pimenton dolce (non piccante)
80-100 ml acqua tiepida
Setacciare farina, pimenton e sale.
Sul banco di lavoro disporre la farina a fontana e iniziare a impastare con lo strutto e l'acqua in piccole dose fino ad avere una pasta liscia ed elastica.Avvolgere e mettere in frigo.

Per il ripieno:
200 g. di macinato (io uso misto)
100 g cipolle o scalogni tagliata sottile
2 spicchi d'aglio
1 peperone rosso piccolo tagliato a piccoli cubetti
1 carota piccola gratuggiata
3 cucchiai di prezzemolo trittato
2 cucchiai di olive verdi denociolare e tagliate a metà
2 uova sode tagliate grosolanamente piuttosto piccole
2 cucchiai di uva passa (corinto)
Rosolate in olio extravergine gli spicchi d'aglio schiacciati e nella loro camicia (io dopo ritiro), aggiungete a rosolare a fuoco basso cipolla, carota, peperone più o meno 15 min., alzate il fuoco e aggiungete la carne, cuocete 5 min a fuoco vivace mescolando e poi abassate il fuoco e cuocete altri 10-15 min. (la carne non deve seccarsi). Ritirate dal fuoco aggiustate di sale e pepe se vi piace e aggiungete il prezzemolo, uva passa, le olive, il uovo sodo. Sistemate il ripieno in un contenitore e tenete in frigo.
Togliete l'impasto dal frigo 1/2 ora prima di stenderlo. Accendete il forno a 200°.
Infarinate i banco da lavoro, estendete l'impasto e tagliate cerchi da 15 cm, riempite con un cucchiaio di ripieno, chiudete a metà premendo i bordi in modo di saldare la empanada. Chiudetela (repulgue) iniziando da un estremo che va piegato e sopra questo piegate ancora, uno sopra l'altro come si vede nella foto sopra.
Fate un paio di fori con la forchetta, sistemate in una teglia da forno, spenellate con un uovo sbattutto e infornate 15- 20 min. a 200° fino a che sono dorate.
Prossimamente farò altri ripieni: gorgonzola e noci, prosciutto e formaggio, mais, pollo, tonno, cipolla e formaggio ecc. e per Pasqua farò per il picnic del Lunedì dell'Angelo quelle Patagoniche ripiene di carne di agnello tagliato a coltello... da veri gourmet!!!!

Quaglie alle mele [e mostardina]


La Domenica sera mi piace fare la cena un po' più disinvolta del solito, un modo di celebrare la fine del week end e prepararci al Lunedì in allegria.
Il mio piatto forte in questa occasione sono gli hamburgher fatti da me, avvolti in deliziosi panini con il sesamo (non fatti da me) lattuga ecc. Una volta al mese aggiungo anche le patatine a bastoncino fritte fatte in casa. Oppure la classica pizza, o un plateau di  formaggi scelti con verdurine, frutta, panini, grissini,  miele e per me, anche la mostardina (prossimamente ricetta).
Ieri non è andata così perchè Sabato mattina sotto il Salone ho trovato delle meravigliose quaglie e le ho preparate proprio la Domenica per cena. Di solito le faccio in padella con unico ingrdiente la pancetta e gli aromi, ma ieri ho deciso di fare questa ricetta di un vecchio libro di cucina.
Il risultato mi ha meravigliato: tenere, saporite, con quella punta di selvaggio e di dolce che si amalgamava molto bene , se vi piace l'agrodolce questa ricetta è per Voi:


Per 4 persone:
8 quaglie
3 mele
200 g. di pancetta affumiccata
250 ml di sidro o vino bianco
salvia
santoreggia
rosmarino
sale affumiccato q.b.
2 denti d'aglio
olio extravergine
burro
2 cucchiaini di mostarda di cremona

Pulire e fiameggiare le quaglie, laverle, asciugarle e fiammeggiarle nuovamente.
Tritare finemente 1 mela (per il ripieno) con le altre due tagliare a dadi (per la guarnizione)
Salare le quaglie con sale a fiocchi e sale affumicato, dentro e fuori. Inserire dentro la quaglia una piccola noce di burro, 1 cucchiaino da caffè di mostarda, gli aromi trittati  e riempire con il tritto di mele.
Bardare le quaglie con 3-4 fette di pancetta, e fissare con filo da cucina.
In una padella grande mettere un filo d'olio e dorare l'aglio, aggiungere le quaglie e sigillarle in tutti i suoi lati girandole a fuoco vivo. Versare il sidro, abassare la fiamma al minimo e coprire con un paraschizzi che mantiene un giusto grado di umidità. Cuocere a fuoco bassissimo per un ora girandole 2 o 3 volte.
15 min. prima di finire la cottura aggiungere le mele a dadini ad un lato della padella integrandola con i succhi di cottura.
Se ci fosse bisogno di aggiungere liquidi durante la cottura potete aggiungere ancora sidro, oppure brodo oppure, come ho fatto io, semplicemente dell'acqua, il sapore era comunque ricco e corposo, per niente slavato.



Questo piatto non vi sembra un po' Julia Child, per me questa sconosciuta?
Avrei voglia di avere un suo libro e la prima cosa che farei è il boef bourguignon... e allora "bon appetit"!!


Locro Argentino



Ha iniziato a nevicare anche qui, niente di meglio in questi casi che una zuppa che viene dal freddo; ma è una zuppa argentina, direte voi.... si, esatto, ma si dà il caso che in Argentina ci siano anche le montagne, los Andes, e questo locro arriva da quelle parti.
Piatto della tradizione Argentina, è unito a diverse storie di liberazione dagli Spagnoli, a inizi inoltrati del 1800.
Questo è un guiso che vuol dire: corposa zuppa quasi asciutta contenente verdure e carni.
Non è per niente dietetica anche se io l'ho convertita in tale, ma voglio darvi la ricetta originale e poi la mia variante, nel caso non abbiate voglia di mangiare sostanzioso, anche se, va detto, quella genuina è tutta un'altra cosa.

Per 2 porzioni abbondanti :
70 gr di pancetta tagliata a cubetti
1 dente d'aglio
1 salsiccia piccante ( o normale) tagliata in 4
1 zampa di maiale
4 costicine di maiale
300 g di zucca a cubetti
2 carote medie a rondelle
2 scalogni o 1 cipolla grande
200 g di maiz in grani
200 g di mais pestati
200 g di fagioli cannellini
1 rametto di timo
1 rametto di rosmarino
800 ml di brodo di carne

Ho fatto veloce e ho utilzzato fagioli e mais già ammollati.
Se invece fate con quelli secchi metteteli in amollo la sera prima.
In una pentola versare un pò d'olio extravergine e sofriggere dolcemente l'aglio, scalogni e pancetta, senza dorare, abassare al minimo e aggiungere i pezzi di salsiccia, cucinare mescolando per 2 o 3 min e aggiungere il brodo di carne, alzare il fuoco e versare tutte le verdure, la zampa e le costicine, mescolare.
Far bollire a fuoco medio-basso per almeno 1/2 ora.
Bisogna verificare non solo la cottura delle carni ma la zuppa deve ridursi quasi asciutta.
Togliere l'aglio e la zampa.
Salare a piacere.
Condire, sempre a seconda dei gusti con: peperoncino piccante, pimenton dulce (non so come si dica qui... penso  paprika dolce) e pochissimo cumino (veramente poco, c'è il rischio che sembri una zuppa marrochina!).

Cosa ho fatto io:
ho tolto tutte le carni tranne la pancetta e ho aggiunto una bracciola a cubetti. Posso dirvi, era buona, ma tanto vale farla come tradizione comanda.

PS: quando il locro è arrivato a tavola, mio marito mi ha chiesto il grana da versare sopra.... NOOO! non si mette il grana, dato ce il locro è piccantino.... rassegnato (e notevolmente triste) ha mangiato, ma il locro li è proprio piaciuto;))

In mezzo a tanta "Argentinità" vi lascio una frase, ormai celebre, del primo libro della letteratura Argentina: "Martin Fierro" scritto da Josè Hernandez:
Los hermanos sean unidos,
porque esta es la ley primera.
Tengan union verdadera
en qualquier tiempo que sea
porche si entre ellos pelean,
los devoran los de afuera.