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Peperoni tondi piccoli, ripieni di baccalà mantecato





Voi cosa fate se vi assale un desiderio incontenibile di baccalà?
Confesso che amo molto prendere il mio stoccafisso, ammollarlo per due giorni, curarlo, seguirlo in questa trasformazione che é quasi un rito che si ripete soprattutto a Pasqua.
Essendo una grande amante del baccalà, confesso anche che mi piace mangiarlo spesso e che una fetta di pane croccante o un quadrato di polenta abbrustolita, guarniti con del baccalà mantecato e un buon bicchiere di vino per me valgono una cena, sono una delle prelibatezze per eccellenza.
Che faccio? Corro verso la rosticceria più vicina e prendo la mia vaschetta di baccalà mantecato.
Qualche settimana fa ho scoperto un nuovo prodotto: "Stocco Facile" della azienda Tagliapietra e figli, con la quale ho il piacere di collaborare.
Nasce così la linea Prontocuoci, una linea di stoccafisso pescato nelle isole Lofoten, cotti al vapore o a sottovuoto e a bassa temperatura, perfettamente conservati a sottovuoto, mantenendo tutte le pregevolissime caratteristiche nutrizionali del pescato più fresco.
In questo modo e in 5 minuti, ho pure il piacere di fare io stessa, il mio freschissimo baccalà mantecato a casa.
Inizio con una ricetta da aperitivo, una tapa, semplicissima da realizzare e un po' in linea con le mie origini ispano-americane.
Ho reinterpretato in chiave italica i classici Piquillos rellenos de bacalao per due motivi: oltre al fatto di non trovare i Piquillos sotto olio, preferisco utilizzare dei piccoli peperoni freschi, dato che il ripieno di baccalà mantecato contiene già dell'olio. Ho trovato al mercato dei bellissimi peperoni rossi, piccoli e rotondi (qualcuno piccantissimo), li ho svuotati e passati in forno basso per una ventina di minuti. In questo modo il sapore viene esaltato mantenendo la carnosità di questi piccoli peperoni.


Ingredienti:
Una confezione di "Stocco Facile" Tagliapietra di 300 g (conservare l'acqua di cottura)
20 peperoni piccoli rossi svuotati e puliti
200 g di olio extravergine del Garda
2 foglie d'alloro
1 cucchiaio di succo di limone
Sale e pepe bianco q.b.

Passare in forno i peperoni già puliti per 15-20 minuti a 140 gradi.
Immergere la confezione chiusa di "Stocco Facile" in acqua bollente (fuori dal fuoco) e lasciare una decina di minuti.
Aprire la confezione, scolare il baccalà tenendo da parte l'acqua di cottura contenuta nella busta.
Mescolare la polpa di baccalà con due foglie d'alloro e il succo di limone,  lasciare 15 minuti.
Togliere le foglie d'alloro e versare la polpa di baccalà in un contenitore se si desidera mantecare a mano con un cucchiaio di legno oppure, come ho fatto io, nella planetaria e con la sfogliatrice K.
A velocità 4, iniziate a lavorare il baccalà aggiungendo a filo l'olio extravergine, lasciando che piano piano venga assorbito dal baccalà. Continuate sino a finire l'olio. Per dare la cremosità desiderata, potete aggiungere parte o tutta l'acqua di cottura che avete messo da parte.
Aggiustate di sale e pepe a piacere.
Riempite i piccoli peperoni con il baccalà mantecato.




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Tatin di melanzane rosse e Cacioricotta Lucana







Ho avuto la fortuna di trovarmi tra le mani, grazie al contest #iochef, del quale vi parlerò nel prossimo post, queste meravigliose melanzane rosse di Rotonda DOP.
Che cucinare, la parmigiana? no, la voce di questo verbo la lascio alle mie amiche partenopee, che la parmigiana non é solo un piatto ma un modo di Essere, una missione, quindi non la faro più fin che qualcuno/a di bravo/a, me la insegni di persona :)
Dopo giorni di pensieri su cosa fare con questi rari gioielli, ho deciso in primis per una tarte tatin.
Il risultato mi ha sorpreso e mi ha fatto ricordare quanto é buono questa torta tipicamente francese, anche questa nata da uno sbaglio culinario.
La sua rusticità estremamente elegante, la croccantezza unita alla cremosita dell'interno, il sapore vigoroso del caramello come contrappunto al leggermente piccante-dolce di questa melanzana porta l'esperienza gastronomica ad altissimi livelli.
Ho fatto una tatin piccola, che si adatta perfettamente ad un antipasto, raffinato e non usuale.
Naturalmente potete farla anche in uno stampo grande e tagliarla a fette e, se proprio non riuscite a trovare queste melanzane rosse, potete farla con le melanzane normali ma, sappiatelo, non sarà la stessa cosa :)




Ingredienti per 4 crostatine di 12 cm di diametro.
Ripieno cremoso di melanzane:
300 g melanzane Rosse di Rotonda
2 spicchi d'aglio schiacciati
Olio evo q.b.
5 foglie grandi di basilico
Sale affumicato, 2 pizzichi
2 cucchiai di cacioricotta lucana grattugiata ( o ricotta salata)

Per la crostata:
300 g di melanzane rosse di rotonda
Olio per frigerle

1 disco di pasta sfoglia

4 cucchiai di zucchero bianco (18-20 g per stampo)
Piccoli pezzetti di burro freddo

Sbucciate le melanzane e tagliate a pezzetti piccoli. In una padella, scaldate l'olio evo e rosolate i due spicchi d'aglio, aggiungete la melanzana, mescolate bene e cuocete a fuoco basso e coperta per una quindicina di minuti. Mescolate ancora e cuocete ancora per 10 minuti, senza coperchio. Lasciate raffreddare. Ritirate l'aglio se non vi piace (io lo lascio), salate e aggiungete il basilico e la cacioricotta. Passate al mixer fino a formare una crema densa.
Tagliate a rondelle le altre melanzane, vi serviranno 4 fette grandi per ogni tatin, se le vostre melanzane sono piccole anche 5 o 6 fette. In una padella versate l'olio, scaldatelo bene e friggete le fettine di melanzana sino a un dorato chiaro, da tutte e due le parti. Ritirate e fatele asciugare su carta da cucina.
Stendete leggermente la sfoglia con il matterello, ritagliate con lo stampo di crostatine 4 cerchi.
Accendete il forno a 180 gradi.


Disponete 1 cucchiaio di zucchero per ogni stampo, stendendolo bene in tutta la superficie, e 3 piccoli pezzettini di burro. Sopra lo zucchero adagiate le fettine di melanzana fritta ricoprendo tutta la superficie, spalmate delicatamente un po' di crema di melanzane al centro e non ai bordi e chiudete con il disco già tagliato di pasta sfoglia spingendola delicatamente su tutto il bordo, con un cucchiaino.
Infornate per 30-35 minuti sino a che l'impasto e dorato intenso.
Trasferite immediatamente le tatin in un piatto, facendo attenzione a non scottarvi con lo zucchero rovente, semplicemente capovolgendo lo stampo di tartelette.
Servire tiepide.


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Passata di peperoni e pomodori con cappesante, lardo di Colonnata, gelatina di sedano e peperone croccante di Senise.




Una passatina di pomodori e peperoni rossi a crudo. Non é esattamente un gazpacho ma la procedura e simile, ovviando alcuni ingredienti. Abbastanza veloce la esecuzione.
Importante é la qualità degli ingredienti. I pomodori devono essere maturi e le cappesante (o pettini di mare) freschissime.
Questo piatto può essere un antipasto, un secondo leggero oppure un piatto unico frugale, a seconda del vostro appetito.
Per avvolgere le cappesante ho scelto il lardo di Colonnata, dolce, delicato, dal sapore raffinato e di grande personalità..
La gelatina di sedano dona freschezza, sia per il suo sapore che per la consistenza, una idea di sedano :)
Ho finito con un meraviglioso e croccante peperone di Senise, essiccato e fritto che, inoltre, da altezza al piatto. So che non é facilmente reperibile. Volendo, potete sostituirlo con dei pomodori secchi ma, ve lo dico, non sarà la stessa cosa.



Ingredienti per 2 persone:
1/2 kg di pomodori ramati ben maturi, tagliati e privati dei semi
200 g di peperone rosso
2 cucchiai di olio extravergine
1 cucchiaio di aceto di Jerez (altrimenti aceto di riso)
Sale, q.b.
1 dente d'aglio piccolo, privato dell'anima
1 puntina di peperoncino
6 cappesante, perfettamente pulite e private del corallo
Burro per cuocerle, q.b.
Sale
Pepe
6 fettine sottili di lardo di Colonnata
Per la gelatina di sedano:
200 g di acqua
2 cucchiai colmi di foglie di sedano, scegliete quelle verdi scuro
2 fogli di gelatina di pesce
Sale
Prima prepariamo la gelatina: in un pentolino fate bollire l'acqua con le foglie di sedano per almeno 15 minuti o sino a che l'acqua di colora di verde. Bagnate i fogli di gelatina in acqua. Ritirate le foglie di sedano dall'acqua bollente, verificate che sia perfettamente trasparente, altrimenti filtratela velocemente con un colino a maglia fitta. Fate sciogliere i fogli di cola di pesce, mescolate bene e versate in un contenitore basso e largo. Portate in frigo.
La passata: nel vaso del mixer versate i pezzi di pomodoro puliti e privati dai semini, il peperone rosso tagliato a pezzi, l'olio extravergine, un cucchiaio di aceto, la puntina di peperoncino, un pizzico di sale e il piccolo dente d'aglio. Mixate bene sino ad avere una passata omogenea. Filtrate con un colino a maglia larga per eliminare solo le pellicine ma ottenere comunque una passata "polposa" e non liquida. Se necessario, aggiustate di sale ma vogliamo che sia una passata "fresca" e non proprio salata, il sapore vigoroso lo troveremo nelle cappesante e nella foglia di peperone essiccato.
Una volta ben pulite le cappesante, sciogliete il burro in una padella, una volta caldo, a fiamma viva, adagiate le cappesante. La cottura delle cappesante prevede attenzione, dovete toccarle e guardarle bene, quando la parte a contatto con la padella e dorata, dovete girarle e ripetere l'operazione. Non devono risultare gommose ma morbide al tatto (che non vuol dire molliccie, cioè crude). Fuori dal fuoco salate e pepate a seconda del vostro gusto.
Adesso dovete operare velocemente.
Versate un cucchiaio da minestra, di passata fresca. Velocemente, avvolgete le cappesante con il lardo attorno al perimetro, lasciando in vista il resto. Sistemate così tre cappesante per ogni piatto.
Prendete la gelatina e raschiatela con un forchetta e fatte un mucchietto sopra ogni cappasanta. In mezzo sistemate la foglia essiccata di peperone croccante (o il pomodoro essiccato asciugato).
Servite immediatamente.


In sostanza la passata deve essere fresca ma non freddissima, le cappesante calde e la gelatina molto fredda.
Enjoy :)

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Empanadas de carne 2


Ricetta rivista, perfetta, deliziosa.
Non tanti cambiamenti, ma quelli che servono a rendere l'impasto più elastico e croccante ed il ripieno piu succoso e saporito. Inoltre ci tenevo tanto a che questa ricetta fosse presente anche su Leifoodie e quindi, mani all'opera :)
Puoi farle piccole (12 cm di diametro) come aperitivo, oppure più grandi come pasto (18 cm diametro).
Sono anche perfette per il picnic o per portartele fuori a pranzo.


Ingredienti per l’impasto
400 g di farina 00
110 g di strutto a temperatura ambiente
3 g di sale
1 cucchiaio colmo di pimenton dulce (paprika non piccante)
80-100 ml acqua tiepida
Preparazione
Setaccia farina, pimenton e sale.
Sul banco di lavoro disponi la farina a fontana e inizia a impastare con lo strutto, aggiungi  l’acqua poco alla volta,  sino ad avere un impasto liscio ed elastico. Avvolgi in pellicola e lascia in frigo almeno tre ore lascia in frigo.
Ingredienti per il ripieno
250 g di macinato misto
30 g di strutto
150 g di scalogni tagliati sottili
2 spicchi d’aglio
1 peperone rosso piccolo tagliato brunoise (quadrettini piccolissimi)
1 peperone giallo piccolo tagliato brunoise
60 g di olive verdi denociolate e tagliuzzate piccole
50 g di uva passa
Sale q.b.
Peperoncino (facoltativo, io non lo aggiungo ma se vi piace il piccante, una puntina proprio)
Un uovo sbattuto per pennellare las empanadas, prima di infornare
Preparazione
L'ideale è fare il ripieno la sera prima, in modo che possa stare tutta la notte in frigo.
Rosola nello strutto gli spicchi d’aglio schiacciati e nella loro camicia (dopo li ritiri), aggiungi lo scalogno, i peperoni e rosola a fuoco bassissimo, senza scottare le verdure,  più o meno 15 minuti sino a che lo scalogno diventa trasparente.
Alza il fuoco e aggiungi la carne, cuoci 5 minuti a fuoco vivace mescolando e poi abbassa il fuoco e cuoci altri 10 minuti  (la carne deve conservare i propri succhi senza seccare). Non cuocerla troppo, giusto quel che basta, devi considerare que questo ripieno va cotto due volte, in padella e poi, a empanada fatta, in forno.
Ritira dal fuoco, aggiusta di sale e aggiungi l’uva passa e le olive. Lascia raffreddare. Sistema il ripieno in un contenitore coperto e tieni in frigo almeno 6 ore, meglio tutta la notte. Togli l’impasto dal frigo 1/2 ora prima di stenderlo con un mattarello. Questa operazione sarà molto semplice dato che è estremamente elastico. Accendi il forno a 180 gradi.
Infarina il banco da lavoro, stendi l’impasto e taglia cerchi da 15 cm, riempi con un cucchiaio di ripieno, chiudi a metà premendo i bordi in modo da saldare l’empanada. 
Chiudila (repulgue) iniziando da un estremo che va piegato su se stesso e sopra questo piega ancora, uno sopra l’altro. Se non riesci a fare il repulgue, puoi sempre chiudere premendo i bordi già uniti, con una forchetta.
Fai un paio di fori con uno stecchino, sistema in una teglia da forno rivestita da carta da forno, spennella con un uovo sbattuto e inforna 15- 20 minuti a 180 gradi fino a che risultino dorate.



Strudel di radicchio, Pastin di Zoldo e ricotta affumicata.





Una semplicissima ricetta autunnale che ho cucinato per un aperitivo e che ha ricevuto tanti consensi.
È importante per la riuscita di questo piatto, scegliere ingredienti di qualità.
Interessante saper riconoscere il radicchio e sceglierlo in base a le proprie caratteristiche. Per questa ricetta ho usato un radicchio di Treviso tardivo I.G.P.
Mi sembra interessante approfondire sulla coltivazione dei diversi tipi di radicchio, le zone e, soprattutto, le fasi di raccolta e le manovre che determinano che un radicchio sia precoce o tardivo.

Radicchio Rosso di Treviso I.G.P.
Il radicchio non è altro che una varietà di cicoria che si coltiva in Giunio e Luglio nelle Province di Treviso, Padova e Venezia. Questo radicchio prevede due tipi, il precoce, che si raccoglie a Settembre e il tardivo, a Novembre.
Molto interessante la raccolta del tardivo che avviene in 3 fasi: la prima si chiama di post raccolta, la pianta viene estratta con la radice, privata dalle foglie esterne e sistemata in gabbie retinate e protette dall'umidità. La seconda fase (o forzatura, detta anche imbianchimento) la pianta viene preparata per generare nuove foglie. I mazzi vengono immersi in senso verticale nelle acque di falda a 12 gradi, considerate le migliori. Le foglie cresceranno bianche per via del buio e diventeranno croccanti, piuttosto che fibrose. In questa fase va definito il classico sapore amarognolo. La terza fase è il lavaggio dei mazzi prima di essere messi in commercio.
Per quanto riguarda la storia di questa cicoria, si racconta sia stata ottenuta nell'800 da Francesco van der Borre che incrociò semi di insalata belga con semi di insalata di Treviso. Utilizzò per questo incrocio, le tecniche di imbianchimento usate in Belgio.





Per il ripieno di questo strudel ho utilizzato il Pastin, che trovo in montagna, sulle Dolomiti, nella zona Ampezzana e della Val Zoldana. Il Pastin di Zoldo, nello specifico, è composto di carne tritata di maiale e manzo nella quale si aggiunge la "conza" fatta di un infuso di vino bianco aglio e spezie, in assoluto il più buono e gustoso.

Ingredienti:
Per la pasta tirata:
150 g di farina
80 g di acqua tiepida
1 cucchiaino d'olio
1 presa di sale
1 cucchiaino di aceto di vino bianco
olio per spennellare
Mescolare in una ciotola capiente la farina, l'acqua, l'olio, il sale e l'aceto. Impastare sul banco da lavoro sino ad ottenere un impasto liscio. Spennelare la superficie con l'olio e far riposare a temperatura ambiente per mezz'ora.

oppure
250-300 g di pasta sfoglia

Per il ripieno:
1 kg di radicchio rosso di Treviso I.G.P. tardivo
300 g di cipolle bianche tagliate a piccoli pezzi
2 denti d'aglio sbucciati e schiacciati
250 g di pastin di Zoldo
350 g di ricotta affumicata
250 ml di Cabernet Franc
olio evo 3 cucchiai
strutto 1 cucchiaio
Sale q.b.
Pepe macinato al momento q.b.

Pulire accuratamente il radicchio e tagliarlo piccolo.
In una casseruola versare 3 cucchiai d'olio, 1 di strutto, scaldare e sciogliere. Aggiungere le cipolle e l'aglio e, a fuoco basso, lasciar imbiondire dolcemente mescolando ogni tanto. Aggiungere il radicchio, mescolare bene, portare a temperatura, sfumare con il cabernet e coprire la pentola, ricordandosi di mescolare ogni tanto.
Intanto, in una padella antiaderente, senza nessun grasso aggiunto, scottate velocemente il pastin separandolo e mescolando con un cucchiaio di legno. Quando inizia a dorare, ritirare dal fuoco e versare sul radicchio con tutti i grassi rilasciati. Il radicchio dovrà cuocere sino ad asciugarsi. Diciamo che a fuoco basso a me ci sono volute 1 ora e mezza abbondante.
Una volta che il radicchio risulta tenero, cotto ed asciutto, ritirate dal fuoco, aggiustate di sale e pepe, lasciate intiepidire e passate velocemente al mixer per creare, in parte, una consistenza cremosa che si mescolerà con i pezzettini di radicchio e pastin, quindi 2-3 scatti di mixer. Mescolare bene e una volta a temperatura ambiente, aggiungete la ricotta affumicata, mescolare bene e conservare in frigo, coperto, sino ad utilizzare
Accendere il forno a 200 gradi.
Stendere la pasta con il matterello, versate in centro il ripieno freddo, chiudete lo strudel, decorate a piacere la superficie con ritagli di pasta sfoglia, se lo desiderate. Spennellare la superficie con del uovo sbattuto
Cuocere su una leccarda con della carta forno 20-25 minuti, sino a che la sfoglia risulti ben dorata sia sopra che sotto.
Potete anche fare dei piccoli strudel lunghi e stretti che, una volta infornati, taglierete a quadretti, saranno ideali per l'aperitivo.


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Olive nere candite (le adoro!!)


Meravigliose!!
Dunque, è un po' di anni che vedo associarle al cioccolato, in creme oppure a blocchi.
A l'ultima edizione di Identità Golose, Gianluca Fusto e Andrea Berton hanno fatto forse il mio piatto preferito nel quale un guscio di buccia di topinambour essicata e fritta, conteneva una sontuosa crema di cioccolato e olive, indimenticabile!!
Poi, al Molino Quaglia, Corrado Assenza ha preparato un risotto sublime (del quale vi parlerò a breve) accompagnato di olive nere candite e carciofi canditi (ancora in preparazione).
In quell'occasione mi sono avvicinata ad Assenza chiedendo come mai io sentissi sapore di cioccolata nelle olive e lui ha confermato spiegando in sostanza, che le olive nere candite sanno proprio di cioccolata.
Per farla breve, il giorno dopo sono corsa a prendere le olive e provare a candirle. Ho preso delle enormi olive nerissime e super carnose di Gallipoli, una piccola quantità, per provare, dato che non avevo la ricetta. Tardi ho scoperto che Alex di Ombra nel portico le aveva già fatte due anni fa, sempre per "colpa" di Assenza.
Sono venute strepitose e le rifarò sicuramente ma magari quelle di Gaeta dato che quelle di Gallipoli sono talmente grandi che non ci stanno nel denocciolatore ://
Vi consiglio di fare una bella quantità e conservarle in baratoli a sottovuoto come con le confetture, quindi moltiplicate gli ingredienti quanto volete:)

Ingredienti:
120 g. di olive nere pesate già denocciolate 
80 g di zucchero
250 ml d'acqua

In un pentolino mescolate lo zucchero e l'acqua e portate a bollore. Lasciate bollire a fuoco basso per 10 min.
Aggiungete le olive previamente bollite in acqua un paio di minuti e scolate bene.Fate bollire per 3-4 min. Passato questo tempo ritirate le olive con un colino e lasciate intiepidire a 50-60° lo sciroppo. Versate le olive nello sciroppo, coprite e tenete nella parte meno fredda del frigo. Il giorno dopo ripetere il procedimento, così per 6-7 giorni.
Lasciate riposare le olive nello sciroppo per una settimana in frigo.
Passato questo tempo portate di nuovo a bollore e chiudetele in barattoli sterilizzati, girandoli in modo che si formi il sottovuoto.
Buon fine settimana a tutti :)

Scampi marinati avvolti in kadaifi con ketchup dolce all'arancia e pomodori verdi canditi


Una ricetta semplice anche se non velocissima, che può diventare un ottimo aperitivo in piedi oppure un secondo, accompagnato magari da un riso basmati al gelsomino oppure una insalata.
Magari il giorno prima fate il ketchup in modo di averlo già pronto dato che ci vuole almeno un ora e mezza per la cottura.
Le bucce di pomodoro verde candite sono un optional e vi darò la ricetta a breve dato che formano parte di un'altro piatto :))

Ingredienti per 4 persone (aperitivo):
8 scampi
il succo di 2 arance
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di pepe rosa
1 cucchiaio di aceto di pomodoro (o comunque aceto bianco)
Pasta kadaifi q.b. (indicativamente 100 g abbondanti, dipende quanto avvolgete)

Per il ketchup dolce all'arancio:
3 pomodori (io ho usato cuore di bue)
1 peperone rosso piccolo
2 mele verdi 
2 cucchiai di zucchero
40 ml di aceto di pomodoro o aceto bianco
10 g di senape
40 ml di succo d'arancia
1 cucchiaino di canditi all'arancio, magari fatti in casa.
2 cucchiaini da caffè di sale di Cervia


Ketchup:
Tagliare a piccoli pezzi i pomodori, i peperoni privi dalla parte bianca e i semi, sbucciare e tagliare a dadini le mele. In un pentolino versare questi ingredienti e aggiungere l'aceto, il succo d'arancia, lo zucchero e la senape. Il sale io lo metto alla fine. Far cuocere a fuoco basso per 1 ora e mezza sino a che il tutto si ridurrà a pure e i liquidi si saranno asciugati. Passare il tutto al setaccio in modo di eliminare le bucce, aggiungere il sale macinato al momento e le bucce candite d'arancio e passare al mixer in modo di rendere liscio il ketchup.

Pulire gli scampi e togliere il carapace tranne la coda.
Mescolare gli ingredienti della marinatura e far così marinare gli scampi per 15-20 min.
Accendere il forno a 180°.
Ritirare gli scampi dalla marinatura e senza asciugarli, avvolgere ogni scampo su se stesso  con dei fili di pasta kadaifi lasciando fuori la coda.
Disporre in una teglia  foderata da carta da forno e cuocere per mezz'ora, sino a che i fili diventeranno dorati.
Servire con il ketchup e la buccia di pomodoro verde candito qua e là (cooming soon!!).

Vi auguro un felice week end :)))


Causa limeña (y un poco encebichada) esperando Gaston Acurio :)


Come molti di voi saprete, a Identita Golose 2012 sarà presente lo chef stellare del Perù, Gaston Acurio.
Il Perù e un popolo di grandi civiltà che convive all'ombra della loro "grande" cultura Incaica.
Italiani, spagnoli, giapponesi, portoghesi e Africani formano parte di questo meltin pot dove, neanche a dirlo, la gastronomia si esprime facendola da padrone.
In più, sono anni che questa cucina ha iniziato il giro del mondo.
Parlare di cebiches, tiradito o Pisco Sour ci riporta subito in quel particolare paese pieno di contrasti forti, tanto quanto le sue altezze e profondità geografiche.
Questa diversità di territorio fa che le risorse alimentari siano varie e ricchissime, una per tutte il pesce e i crostacei ma anche le patate e tuberi diversi della zona andina e i frutti esotici nella parte amazzonica.
C'è un piatto meno conosciuto ai più, che è di grande tradizione: la causa limeña.
Basicamente la causa è una torta salata con degli estratti di patate gialle passate al setaccio con crema di peperoni gialli, limone e sale. Sopra questa base di patate si adagiano anche a forma di torre, verdure, pesce, uova oppure pollo cotto e tagliato a striscioline sottili e amalgamato con maionese o salsa cocktail e sempre con un po' di crema di peperoni (ajies) gialli.
Un tempo veniva fatta una grande torta che veniva servita fredda e tagliata a fette. Oggi si preferisce il tortino monoporzione o, addirittura il finger food.
È un piatto succulento ed equilibrato dal punto di vista nutrizionale. Si utilizzano delle materie prime che il Peru ne possiede abbondantemente: patate gialle, pesce o crostacei, verdure tipo mais, carote, tanti ajies gialli, ecc.
Il nome invece, devo dirlo, è inquietante!
Come Sudamericana che sono , non posso dimenticare che "la causa" ai miei tempo di gioventù a Buenos Aires aveva delle connotazioni ideologiche e politiche: i militari avevano la loro causa, quelli che ne erano contro di loro, naturalmente avevano la loro.
Avete visto il film "La Casa degli Spiriti"? basato sul libro di Isabel Allende, riflette perfettamente il concetto, ecco, Trueba (jeremy Airons) aveva una causa, Antonio Banderas ne aveva un'altra e il figliastro di Trueba, diventato militare un'altra ancora.
Per fortuna i '70, '80 e '90 sono passati (ho detto per fortuna???!!!).
Oggi la causa è diventata gastronomica e terribilmente gourmand!
Come tutte le ricette della tradizione, ogni famiglia avrà la sua ma, questa, che è la classica ricetta di base, a partire dalla quale (come il cebiche) si può creare all'infinito.



Vi lascio una canzone-mito per noi Sudamericani, cantata dalla mitica Mercedes Sosa:)


Io l'ho fatta con granchio e ho preparato sia i finger food, sia il tortino monoporzione da tagliare solo con la forchetta, dato che gli chef peruviani sostengono che la causa deve essere morbida come il burro. Questa è la causa, creare la base perfetta di patate, sia come sapore che come consistenza.
Ero tentata di farla con il pollo che è decisamente più invernale ma non ci riesco, per me la causa deve essere ripiena di pesce, altrimenti il mio cervello argentino va a finire che lo sente come un pastel de pollo e, sinceramente non è la stessa cosa.
La base di patate della causa non è un purè.
I peperoni gialli che usano loro si chiamano rocotes e io non sono riuscita a trovarli. I rocotes sono molto piccanti, tanto che vanno bolliti per 3 volte in acqua e un goccio di latte che aiuta a togliere il piccante.

Ingredienti:
Per la causa di patate:
1 kg di patate gialle
100 ml di olio di semi (ho usato mais)
100 ml di salsa di peperoni gialli
2 limoni spremuti
Sale e pepe bianco q.b.

Per il ripieno della causa:
Foglioline di insalatina

200 grammi di polpa di granchio
1/2 cipolla
1 lime spremuto per il granchio
sale e pepe bianco q.b.
1 cucchiaio di maionese

Salsa di ajies gialli:
1 cipolla
2 peperoni gialli passati in forno (in cartoccio) e privati dalla pelle
Succo di 2 lime
olio di semi q.b.
sale e pepe q.b.


Cuocere le patate in abbondante acqua salata sino a che siano molto tenere.
Passare per lo schiacciapatate, lasciar raffreddare e iniziare ad impastare le patate con la mano aggiungendo poco alla volta l'olio, la salsa di peperoni gialli, il limone, sale e pepe.
Preparare la polpa di granchio (che io avevo già cotto e che ho comunque marinato in limone, sale e pepe, per questo è solo un po'encebichada ;))
in un mixer disporre la polpa, la cipolla, il succo di limone, sale e pepe, mixer e alla fine aggiungere la maionese mescolando bene.
Con un coppapasta iniziare con un bel cucchiaio di causa, un cucchiaino di salsa di peperoni, insalata, ancora un estratto di causa, il granchio e per finire ultimo estratto di causa. Decorare a piacere con avocado, fettine di u uova sode, valerianella ecc. massima libertà!
Se invece fate la versione mignon, formate con la causa di patate una polpettina alla quale farete un buco in mezzo, disponete un bel cucchiaino di granchio e decorate a piacere.

Salsa di peperoni gialli:
Disporre tutti gli ingredienti nel mixer e omogeneizzate molto bene.

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Dattero farcito con acciughe e fritto in tempura di panettone di Cracco



Come promesso.
Vi dico solo che Cracco, nella sua ricetta originale, usava il gastronomico, io non ce l'avevo quindi ho usato il panettone ;)
È un bocconcino tutto sommato semplice a patto che abbiate una certa dimestichezza con la tempura che deve essere più chiara della mia ma, senza termometro, non ho potuto monitorare la temperatura e, come vedete, sono più dorate del dovuto!
È successo che, purtroppo, nel momento che ero pronta ad eseguire questo piatto, il mio termometro ha deciso di abbandonarmi, probabilmente la batteria... vedrò domani.
Il sapore è davvero particolare dato che il dattero non si sente quasi ma va a ammorbidire il sapore delle alici e a creare un polposo contenitore, tutto da mordere :) la pastella ha dei grandi profumi che stanno insieme divinamente (birra, panettone).
Nel libro si consiglia l'abbinamento con un Capichera Vendemmia Tardiva, 2007, Capichera. Io, sinceramente li ho consumati a pranzo con la birra avanzata dalla pastella e, devo dire, ho trovato l'abbinamento semplicemente divino, la birra fa di questo bocconcino un sapore rotondo, un tutt'uno!
Trascrivo fedelmente la ricetta di Cracco.

Ingredienti
40 g di Gastronomico sbriciolato al mixer
4 datteri freschi
4 filetti d'acciuga sott'olio
40 g di farina di riso
40 g di farina 00
30 g di birra
500 g di olio di semi
4 g di sale fino

Preparate una pastella per tempura unendo le due farine, la birra fredda e il gastronomico. fate riposare la pastella in frigorifero per almeno un ora. Private i datteri del seme, farciteli con i filetti d'acciuga e passatelli nella pastella.
Mettete l'olio di semi in un pentolino, portatelo a 160 gradi e friggete i datteri per circa 2 minuti. Scolateli dall'olio e aggiungete un pizzico di sale.
Servire subito, ancora caldi.

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Lingua con chimichurri verde (io adoro le frattaglie :)


Credo che sia la terza ricetta di frattaglie che cucino per questo blog.
Resta il fatto che io ami tantissimo le frattaglie.
In genere le frattaglie mi piace mangiarle alla piastra e, magari, accompagnate da qualche salsina. Solo il fegato lo cucino più elaborato, tipo alla veneziana.
Le mie preferita sono senza dubbio le animelle e il rognone.
Senza volervi inorridire aggiungerei che sono deliziosi i testicoli del toro, che sono tipici nelle churrasquerias brasiliane e la ubre della mucca da latte (di razza Holando Argentina, quella bianca pezzata nera) di una morbidezza incredibile e con un caratteristico sapore latteo, appunto.
Oggi ho preparato invece la lingua che ho accompagnato con un semplicissimo chimichurri verde su una base di citronette piuttosto che vinaigrette.
La lingua va cotta bollita, in Argentina si serve solitamente come aperitivo e a mio padre e a me piacevano moltissimo mentre mia madre si ritirava letteralmente dalla sala da pranzo, praticamente schifata!
Prepararla è semplicissimo: la lingua di bovino va messa in a acqua fredda salata e portata a bollore con carote, sedano, cipolle, aromi e due denti d'aglio.
Diciamo che per mezzo kg di lingua ci vuole una cottura di circa 1 ora- 1 ora 1/4. quando è tenera la ritirate dal vostro brodo, la lasciate riposare 5 min e cominciate a spellarla. Dopo la taglierete a fettine sottili.

Per il chimichurri verde su citronette: sciogliete un cucchiaino di sale nel succo di un limone piccolo, aggiungete 1 paio di cucchiai olio evo, un dente d'aglio tritato piccolissimo, sale, pepe e appena una puntina di peperoncino.
Poi aggiungete 3 scalogni tritati finissimi a coltello e tre cucchiai di prezzemolo, anche questo tritato molto sottile.

Servite la lingua con questo chimichurri verde che da un vibrante tocco di sapore, fresco ma intenso e leggermente acidulo.
Completate con qualche fiocco di sale affumicato qua e là.

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Chutney speziato di fichi e cipolla rossa


Quando arriva l'estate adoro chiudermi in cucina a fare conserve, marmellate e salsine piccanti come le mostarde o il chutney.

Inizio a fare i miei barattolini golosi. La maggior parte andrà in regalo.
Le mie amiche apprezzano moltissimo tutti questi barattoli dato che loro non li preparano e quindi è tutta una novità!
Questa volta ho fatto un chutney di fichi  al quale ho aggiunto la cipolla rossa.
La ricetta di base l'ho presa di un chutney di Nigella e l'ho riadattata con gli ingredienti che avevo.
Come sempre buonissimo da accompagnare con i formaggi o le carni, i chutney non deludono mai ;)

Per 2 barattoli di 250ml.
7 fichi grandi
1 cipolla rossa
1 mela verde media
100 ml di aceto di riso
100 ml di brandy
150 g di zucchero muscovado
1 stecca di cannella
3 chiodi di garofano
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino di polvere di zenzero secco

Semplicissimo!
Mettere tutti gli ingredienti in una pentola, portare a bollore mescolando un po', abbassare il fuoco e far sobbollire per 45 min. sino a che si addensi bene. Se volete potete frullare il tutto con il frullatore ad immersione oppure lasciarlo a pezzi come ho fatto io questa volta.
Riempire i vasetti sterilizzati con il chutney ancora ben caldo e capovolgere per creare il sottovuoto.

Baci a tutti, a presto:)

Risi e bisi à la crème


Arrivo proprio in extremis con la sfida MT challenge di questo mese.
Un pò perché è un momentaccio, un'altro poco perché non riuscivo a decidere che tipo di ricetta eseguire, se stravolgere la ricetta oppure se fare un classicissimo Risi e bisi (come ho detto ad Annamaria che avrei fatto).
Questa mattina, sveglia già all'alba, ho guardato la scadenza e con grande ansia ho constatato che è oggi a mezzanotte.
Prendendo un cappuccino a piedi nudi in cucina mi sono messa all'opera senza pensarci più: sarà una cremina di farina di riso fatta con il brodo di cottura dei piselli e questi stessi piselli ridotti a purea adagiata sopra con una cialda croccante di pancetta stufata che, volendo, può servire da cucchiaino.
Presa dalla fretta ho fatto questi calici da cognac ma, forse, era più carino fare dei cucchiaini allestiti nella stessa maniera oppure in piccoli bicchierini, tutti e due per un aperitivo.
Il risultato è molto delicato ma saporito, direi un vero Risi e bisi forse più leggero e addatto a questa stagione.

400 g di piselli con baccello puliti e separati
1 scalogno
1 piccolo ciuffo di prezzemolo
3 -4 cucchiai di farina di riso
1 cucchiaino da caffè di zucchero
sale
parmigiano grattugiato
2 fettine di pancetta stufata

Far bollire sino a farli diventare teneri (io 45 minuti) i piselli e i loro baccelli in 1 litro d'acqua poco salata insieme allo scalogno e il prezzemolo.
Scolare ricuperando il brodo di cottura rimanente, circa 500 ml, in un pentolino e mettendo da parte due tre cucchiai di brodo.
Ritirare lo scalogno, i bacelli e il prezzemolo.
Con il brodo di cottura fare una cremina con la farina di riso mescolando sempre e lasciando cuocere a fuoco basso qualche minuto. Alla fine aggiungere un bel cucchiaio di piselli e il grana grattugiato.
Dorare bene le fettine di pancetta facendole diventare croccanti.
Frullare a crema omogenea i piselli aggiungendo il brodo di cottura messo da parte prima, 1 cucchiaino di zucchero e un goccio d'olio extravergine.
Versare in bicchierini, prima la crema di riso al sapore di piselli, sopra la crema di piselli e sistemare un bastoncino di pancetta croccante sopra.

Con questa ricetta partecipo al MT challenge di Maggio: Risi e bisi.
MTC di Maggio

Piccoli strudel di pasta fillo ripieni di polpa di granchio

Mettendo un Po d'ordine in frigo ho trovato la pasta fillo presa a Zurigo insieme ad Angela e Chiara ( che bei ricordi!!).
Ma come l'ho dimenticata così?? come ho potuto??
Dall'altra parte avevo un avanzo di centolla, avete letto bene, la centolla e una grande granseola, questa arriva dal Chile e me l'ha portata una mia Cara amica in visita.
L'emozione è stata grande dato che, ancora teenagers, mangiavamo la centolla in vacanza a Punta del Este.
Questa centolla era, chiaramente una fissazione di mio padre al quale, sorpresa!! piaceva mangiarla con la salsa golf (o salsa club).
Arrivava quel giorno che telefonavo la mia amica Delfina con un comunicato molto breve: Papà compro la centolla.
Era la sera che Delfi veniva a dormire a casa mia con qualche scusa che nemmeno ricordiamo più.
Dopo questa semplice preparazione mi rimanevano 300 g di polpa di centolla bollita, che fare? semplice, piccoli strudel ripieni di polpa di granchio, prezzemolo e aglio ( a chi non piace può toglierlo).



300 g di polpa di granchio bollita negli aromi e tagliuzzata piccola
6 rettangoli di pasta fillo
2-3 cucchiai d'olio evo
1 cucchiaino di burro
2 cucchiai colmi di prezzemolo tritato
1cucchiaio di succo di limone
1 cucchiaino di scorza grattugiata di limone non trattato
1 dente d'aglio (togliere l anima) tritato piccolissimo
sale q.b.

Accendere il forno a 180 gradi.
Unire alla polpa di granchio il prezzemolo e mescolare bene.
Dividere la polpa di granchio a metà. In un mixer emulsionare metà della polpa con l'olio, il burro, il succo di limone, la buccia di limone e l'aglio, ridurre a crema.
Mescolare questa crema con il resto della polpa tagliata a pezzettini in modo che diventi una pasta omogenea.
Agiustare di sale (io neanche l'ho messo, chi mi conosce sa;))
Estendere la vostra pasta fillo, depositare in mezzo un cucchiaio di ripieno e avvolgere arrotolando la pasta in modo di fare un piccolo fagottino dando la forma che volete.
Infornare 6-7 minuti facendo attenzione che non dori troppo.
Servire con una freschissima insalata condita con olio e limone.

Pettini di mare con maionese al pepe bianco Muntok


Lo dico subito, sono capesante.
E' che mi diverte moltissimo chiamarli pettini di mare 
Avete già capito perché: i pettini di mare resi famosi da uno dei miei chef-personaggio preferito, Gordon Ramsay. Ogni volta i concorrenti di Hell's Kitchen non riescono a cucinare in modo perfetto i pettini di mare e, sinceramente, non si capisce perché dato che la cottura è davvero semplice.
Addirittura, qui a casa, i miei figli, quando discutono e si prendono in giro, si dicono: maddai!! che sei un pettine di mare!!! insomma risate assicurate!!
Io li ho cotti come si fa a HK ( da quello che ho visto) e quindi serve una padella e poco olio caldo aromatizzato con aglio e qualche erbetta fresca come ad esempio il timo.
Il fuoco deve essere medio-basso altrimenti si bruciano in superficie e rischiano inoltre di essere crudi dentro.
Un'altro accorgimento è il corallo che lui non utilizza, e il perche esiste: hanno tempi di cottura diversi. Comunque li ho cotti insieme e, tranne un corallo notevolmente più piccolo dagli altri, gli altri hanno tenuto bene.

Vi spiego velocemente la preparazione: utilizzate due o tre capesante a testa. In una padella scaldate poco olio con uno spicchio d'aglio, quando sentite il profumo dell'aglio ritiratelo e a fuoco medio-basso adagiate le capesante già pulite e asciugate. Cuocete due o tre minuti per lato faccendone diventare appena dorate. Verificate la cottura premendo leggermente, non deve essere n'è troppo molle come quando è cruda ne dura, il che vuol dire che è troppo cotta. E' semplicissimo, basta fare solo un pò di attenzione.
Per la maionese al pepe bianco: fare la maionese normalmente come la fate sempre, io utilizzo un tuorlo e 125 ml d'olio e alla fine aggiungo il succo di mezzo limone grande o uno piccolo.
Per sicurezza pepate alla fine a piacere assaggiando dato che il pepe bianco di Muntok è molto aromatico e profumato ma parecchio penetrante.
Io ho infilato le capesante negli spiedini in modo di poter attingere nella maionese pepata a modo d'aperitivo, anche consumato in piedi.
Mi sono dimenticata di aggiungere nella foto qualche foglia di insalatina novella o valerianella che ci sarebbe stata a meraviglia!

Rillette di sgombro profumata di limone e zenzero

Purtroppo la rilette non c'è più!!
Nei preparativi di una cena in casa con amici mi sono dimenticata di fotografarla... ma era buonissima!!
Per la ricetta mi sono inspirata alla rilette di sgombri del meraviglioso libro "garden Party" che tutte voi conoscete e che commento proprio qui.
Da quella ricetta ho creato qualche piccola variante dato che mi piace rinfrescare un pò il sapore dello sgombro che, come dice qui la mia amica Simonetta, è pieno di omega 3 e antiossidanti, quindi fa proprio bene!
Io ho usato la metà degli ingredienti e ho avuto due belle ciotoline di rilette.

1/2 kg di sgombri
3 rametti di timo limone
1 foglia di alloro per ogni sgombro
200 ml di vino bianco secco
25 g di burro morbido
il succo di 1 lime
70 g di creme fraiche
qualche filo di Erba cipollina tritata fine
1 cucchiaino di zenzero grattugiato finissimo
sale pepe

Accendere il forno a 180 gradi. Disporrò gli sgombri in una teglia con il timo e l'alloro, versare il vino bianco e infornare 15 min. fare raffreddare. togliete le erbe e pulite il pesce ottenendo dei filetti. Mettere nel mixer il pesce, il burro, il sugo di cottura, lo zenzero il succo di lime, la creme fraiche e l'erba cipollina. Mixare sino ad ottenere una crema liscia. Mettere in frigo, meglio una notte, prima di servire.

Piccolo menu light ma goloso!!


Quando ci vuole ci vuole.
In questo periodo voglio stare leggera ma l'ironia del destino vuole che io mangi continua e sistematicamente carboidrati, il che, si sa, non sarebbe lo starter giusto per iniziare una dieta, almeno non per me che sono cresciuta a proteine e mangiando la pasta solo la Domenica (ravioli fatti in casa da me e mia mamma).
Diciamo che i carboidrati in me sono molto reattivi.
Intanto ieri ho passato una bellissima mattina insieme a mia figlia Carla: io, in corsa per essere la prima dal parrucchiere, ricevo la citofonata della mia cucciola che torna da scuola perché c'era lo sciopero. In un nanosecondo maledico tutti immaginando che il mio piano parrucchiere sta per saltare, mi riprendo in un'altro nanosecondo e decido di portarla con me, che tanto si deve tagliare i capelli, lei accetta estasiata!!
Insomma, parrucchiere, sushi, make up session (lei solo rimmel e lucidalabbra :) pasticcino prelibato per finire, è stata davvero bella la sua compagnia, 6 ore di puro divertimento.
Oggi mi aspetta un'altra mattina ma questa è madre - figlio e la nostra meta è invece la libreria!!!! Credo che mi farò un regalino per il giorno della mamma;))


Intanto Donne sul web (le ricette le trovate qui)  ci ha chiesto questa settimana dei piatti light e io ho pensato questi due piatti:
cous cous con verdurine
ghiaccioli 100 % frutta
Semplici e gustosi e anche molto versatili dato che sia il cous cous che  i fruttini potete realizzarli come volete. Per i ghiaccioli ho usato il segreto svelato da Marion Lichter a Identita Golose, e funziona a meraviglie.
Inoltre potete utilizzare il frutto o i frutti che più vi piacciono, vengono sempre bene.

Un abbraccio a tutti:)

Due ricette inconsuete: Pesto e vinaigrette al cioccolato

Vi avevo promesso altri due barattolini con la cioccolata, eccoli!
Questi però un po inconsueti: si tratta di una vinaigrette al cioccolato ottima per condire dalle insalate alla cacciagione e di un pesto al cioccolato nel quale, sorprendente! il cioccolato si sente alla fine come un accento di sapore caldo e avvolgente, una vera delizia.
Per me, la scoperta di questi condimenti è stata una chicca e provengono, con qualche piccola modifica, dal mio chocolatier preferito: l'inglese Paul Young.
Di ricette salate con il cioccolato ce ne sono parecchie e anche se sembrano innovative non lo sono affatto, pensate che già i Maya univano il cioccolato alle carni e soprattutto alla cacciagione.
Come sapete, non avevo voglia di realizzare questo tipo di ricette, se vogliamo poco primaverili, poi, nessuno di noi vuole ancora mangiare cioccolata NEVVEEROOOO!!!!

Anche queste due ricette le trovate nella mia rubrica di Donne sul Web, vi consiglio di provarle, mi ringrazierete ;)))
Buon fine settimana a tutti!

Soufflè al basilico e video del Salone del Mobile di Milano :)


Settimana incredibilmente movimentata!!
Sono stata tre giorni al Salone del Mobile di Milano che ogni anno mi sembra più bello.
Purtroppo non c'era Eurocucine ma Euroluce. Bisognerà attendere all'anno prossimo dove sarà un paradiso per noi foodies.
Oggi vi lascio un'altra ricetta di mia nonna: il soufflé al basilico, straordinariamente leggero e profumato. È una ricetta per la mia rubrica di Donne sul web.
E se volete ridere un po' (di me) cliccate qui e vedrete le chiacchiere che ho fatto con i designer Karim Rachid, Roberto Serio, Gianni Veneziano e Luciana Di Virgilio e i giovanissimi designers associati Busetto, Radaelli e Garuti. Tutti terriblemente bravi!!
Mi meto al lavoro adesso: ho due post da finire, 4 ricette da fare e un bel gruppo di libri di cucina da recensire!!
Vi auguro un bellissimo week end:))

Yakitori di asparagi e lardo di Colonnata


Buongiorno!! come procede la vostra settimana? Puliti terrazzi? Avete piantato fiori ed erbe aromatiche? Sono iniziate le vostre pulizie di Primavera? Avete liberato la mente ed il cuore alle cose che vi rendono leggeri e felici? Spero proprio di si :)) 
Vi lascio una ricetta veloce e semplicissima che sarà il nostro pranzo di oggi.
Si da il caso che in questo periodo ci siano sempre in frigo degli asparagi per i quali mio marito ne va pazzo, e vi confesso una cosa: lui li ama alla Veneta (del resto è nato Veneto), cioè accompagnato alla cremina di tuorli sodi da "tociare", ricetta dalla quale questo bloghino non ci scaperà.
Ma inspirata ad un mio libricino ho fatto questi variando leggermente gli ingredienti ed il risultato mi è davvero piaciuto. L'ho accompagnata con una ciotola di riso basmati al gelsomino, che  solo sentire il suo aroma quando è in cottura, mi fa venire il buon umore:))

Per 3 persone (6 piccoli spiedini)
400 g di asparagi verdi cotti al vapore (al dente)
100 g di lardo di colonnata
sale affumicato q.b.
pepe sechuan q.b.
Sesamo bianco (se vi piace) q.b.
salsa di soia 100 ml + 1 cucchiaino colmo di zucchero muscovado
Riso basmati bollito in bianco

Salate e pepate gli asparagi cotti e privateli dela parte legnosa. Tagliateli in modo che siano tutti della stessa lunghezza. Tagliarli a metà e arrotolarli con le fettine di lardo di Colonnata (io ho usato 1/2 fetta per ogni pezzo di asparago).
Infilzateli in degli spiedini.
Spennellate con la salsa di soia zuccherata. Salate e pepate ancora ma poco e, se gradite, spolverate sopra dei semi di sesamo.
In una padella antiaderente e a fuoco medio, cuoceteli dolcemente 2 minuti per lato.
Servite con riso basmati e una ciotolina di salsa di soia.


Buona giornata a tutti voi :))

Soufflè agli asparagi e parmigiano di Knam (che prima della foto era più alto)



Non pensavo di postarlo dato che fare la foto è stato un massacro: c'era la famiglia che mi aspettaba a tavola ed io non riuscivo nemmeno a prendere la cocotte di soufflè di quanto scottava.
Resta il fatto che questo soufflè era più alto e soprattutto era davvero buono, aveva il particolare sapore degli asparagi che ricorda la Primavera.
Ero tentata di aggiungere pezzettini di speck che è, insieme agli asparagi, un ottimo abbinamento ma non l'ho fatto, volevo sentire appieno il sapore degli asparagi.
La ricetta è di Ernst Knam ed è perfettissima e conteneva originalmente le zucchine che io ho sostituito con uguale peso di asparagi.

Per 4-5 mini soufflè:
200 g di asparagi cotti al vapore e ben scolati e tagliati a pezzettini
100 g di latte
50 g di parmigiano grattugiato
30 g di olio extravergine
20 g di farina 00
20 g di burro
4 albumi
2 tuorli
sale e pepe
erba cipollina tagliata piccola
Burro e farina per gli stampi

Accendere il forno a 180°.
In un pentolino scaldare un filo d'olio e saltare gli asparagi. Aggiungere la farina, l burro e il latte e mescolare sino a formare una crema che andrà cotta 2 min., salare e pepare. Togliere dal fuoco, aggiungere l'erba cipollina e il parmigiano.
Imburrare e infarinare i mini stampini di soufflè.
Mettere in forno un contenitore con acqua che possa contenere gli stampini da souffle. In questo modo l'acqua per cuocerli a bagnomaria sarà calda e faciliterà la crescita dei vostri soufflè.
Montare a neve non molto ferma gli albumi, devono essere ferme ma cremose in modo che possano crescere ancora in forno.
Unire gli albumi delicatamente alla crema di asparagi.
Riempire gli stampini fino a 3/4 e cuocere a bagnomaria a 180° per 25-30 min.
Servire subito (senza fotografare!! ;))

Vi auguro un buon we!!