lunedì 22 settembre 2014

Settembre a Capri #1. Hotel Punta Tragara e Ristorante Monzú



Non ci sono parole che possano plasmare sulla carta le sensazioni e le emozioni che si possono provare al cospetto di certi luoghi.
Difficile poter descrivere un soggiorno a Capri quando già poeti, musicisti e filosofi hanno lasciato indelebili opere, magnifici racconti di un posto unico, amato, ammirato e desiderato da tutti noi comuni mortali.


Corre il mese di Settembre e sono proprio qui, a Capri. 
In questo periodo i ritmi dell'isola sono meno frenetici. Si riesce a stare a tu per tu con l'isola, a percepire la sua storia millenaria, la sua natura imponente ci ricorda l'anima forte e saggia del luogo, che forse non si trova in piazzetta ma si percepisce guardando l'intenso blu del mare che si perde nell'orizzonte. Un mare apprezzabile non solo per la sua bellezza unica ma come antico crocevia di culture diverse, ognuna delle quali hanno lasciato un segno indelebile e hanno dato vita alla vera essenza di Capri: la Grecia antica, l'importanza politica e militare dell'isola nell'Impero Romano dove, prima Ottaviano e poi Tiberio fecero di Capri la loro residenza, determinandone lo sviluppo urbano e architettonico, le incursioni barbariche e la minaccia ottomana, la Capri intellettuale ai tempi dei Borboni e la sua consacrazione definitiva a fine '800 come meta turistica di élite.



Dal mio terrazzo contemplo il mare riflettendo su tutto questo. Non posso dimenticare che mi trovo in una meravigliosa villa, anche essa piena di storia.
Sono all'Hotel Punta Tragara, già Villa Vismara.



L'ingegnere Vismara, nel 1920, costruì a Capri la sua Villa privata su indicazione del famoso Architetto Le Corbusier, scegliendo uno dei panorami più belli dell'isola: il Belvedere Tragara, a picco sul mare, direttamente affacciato sui faraglioni.
Si ricorda la riflessione di Le Corbusier sul linguaggio architettonico della villa: "una emanazione della roccia, una filiazione dell'isola, un fenomeno vegetale, quasi un lichene architettonico, cresciuto sul fianco di Capri".


Presto Villa Vismara divenne il vero centro culturale dell'isola, ospitando personalità del mondo dell'arte e della cultura. Famosa la sua biblioteca storica e la sua sala di musica. L'ingegnere Vismara fu un vero mecenate della sua epoca, nonché uno dei protagonisti dello sviluppo turistico di Capri: costruì la centrale termoelettrica per la funicolare e il grande albergo Quisisana.





La villa, nella seconda guerra mondiale, dopo lo sbarco alleato di Salerno, divenne rest camp dei militari della aviazione statunitense, con ospiti illustri come il Gen. Eisenhower e Sir Wiston Churchill.



Nel 1968 il Conte Goffredo Manfredi, noto industriale e ingegnere romano, acquistò la Villa per trasformarla nell'odierno Hotel Punta Tragara, un 5 stelle Lusso davvero speciale.
Un piccolo paradiso incastonato nelle rocce, dove si può godere di un meraviglioso panorama sui faraglioni e sulla Baia di Marina Piccola, a soli 15 minuti a piedi dalla Piazzetta, percorrendo una delle passeggiate più suggestive di Capri; l'hotel Punta Tragara forma parte del gruppo Small Luxury Hotels of the World.



Recentemente ristrutturato, ha mantenuto l'atmosfera di un' elegante villa di famiglia.
Oggetti, arredamenti di antiquariato e le meravigliose pavimentazioni di Villa Vismara dialogano armoniosamente con prestigiosi pezzi di design, creando un ecletticissimo colto, personale e raffinato.



Le 44 camere e suite dell' hotel sono arredate in modo diverso, ognuna é unica e da tutte si può godere di vista panoramica dal terrazzo privato.
Gli arredi sono perfettamente in linea con il paesaggio circostante, i toni del beige illuminati da un sapiente progetto di illuminazione e dal bianco candido, creano atmosfere rilassanti e di classica eleganza.


Unica nel suo genere, la suite Penthouse. Un unico spazio di 90mq, sulle note di un pop chic, il letto rotondo e i toni del bianco e argento futurista si smorzano di fronte a un grande divano bianco di inspirazione Chesterfield - che ci ricorda dove siamo - e una modernissima vasca, anche essa di linee arrotondate, con vista diretta sui faraglioni.





Spettacolari le due piscine - una di acqua calda - in prospettiva si confondono con il mare, come sospese, creando contrasti di colore e atmosfere uniche sulla Baia di Marina Piccola. 



Qui si trova il Bar "La Pergola" ideale per rinfrescanti drink a bordo piscina e suggestivi aperitivi godendo di giochi di luce e tramonti mozzafiato.

Naturalmente l'hotel dispone di una SPA a 5 stelle, con trattamenti che possono soddisfare ogni richiesta, in piú, per chi non può abbandonare neanche un giorno gli allenamenti sportivi, troviamo una modernissima e attrezzata palestra che conta anche le attrezzature Kinesys della Tecnogym.


L'Hotel Punta Tragara, annovera due ristoranti di qualità altissima, uno é il Ristorante Monzú, che si trova all'interno della struttura, il secondo é il Ristorante Mammà, firmato Gennaro Esposito, ubicato vicinissimo alla piazzetta. La cucina é affidata allo chef Salvatore La Ragione, collaboratore storico di Gennaro Esposito. L'esperienza culinaria del Mammà é stata esaltante e vi racconterò tutto nel prossimo articolo (Capri ne merita più di uno!).
Oggi invece mi dedico al Ristorante Monzú.


L'executive Chef Luigi Lionetti, giovane caprese Doc, dopo le Scuole Alberghiere di Capri e Pescara, ha svolto importanti esperienze lavorative anche con Gennaro Esposito.

Chef Luigi Lionetti

La sua cucina non si limita solo al territorio ma vola libera e consapevole, mai banale, mescolandosi con inebrianti profumi capresi e sostanze che ci ricordano che fortunatamente siamo in Campania. Una cucina pensata, estremamente leggera, riempie i sensi in un connubio raffinato ma vigoroso di contrappunti, sentori, sapori, ricordi e suggestioni, il tutto affinato con una tecnica ineccepibile e l'altissima qualità delle materie prime.

Tonno scottato alla Puttanesca.

Medaglione di astice su mela verde con sedano e zenzero

Capasanta in zuppetta di arance, sabbia di olio extravergine e pesto di taggiasche

I meravigliosi risotti del Sud:
Risotto scampi, burrata, capperi e lime

Raviolo di sfoglia all'uovo, ripieno di mozzarella di bufala in guazzetto di tartufi di mare


Scorfano scottato su crema di fagioli controne, germogli, spinacine e nocciole.
Piatto eccellente, cottura del pesce da manuale

Agnello cotto con aromi, a bassa temperatura su crema di topinambur  e cipollotto nocerino.
Agnello superbo per consistenza, sapore e abbinamento.


Dolce freschezza, cialda croccante di mandorle, il primo e perfetto finale dolce: 
Sorbetto al mojito in cialda di mandorle e limone 

Procede in linea il Maestro Pasticciere del Monzú, Riccardo Ragozzino, offrendo dolci vibranti di profumi, freschi, con diverse consistenze in grado di divertire il palato e risvegliarlo, come una deliziosa sferzata d'energia che ci invita a continuare con una golosa (é proprio il termine giusto) piccola pasticceria finale, dove cioccolato, sentori di limone, mandorle e frutta giocano tutti insieme con delle meravigliose zeppoline di patate che per me sono diventate un must.

Il pasticciere Riccardo Ragozzino e Antonio Andreozzi

In perfetta sintonia la squadra di cucina, che ho conosciuto personalmente: Francesca Scotti, Antonio Andreozzi, Michele Molaro, Salvatore Miranda e Francesco Federico, bravi professionisti e bravissime persone.



In questa cornice di magica eccellenza, é da sottolineare la squisita accoglienza e il servizio garbato e impeccabile da parte di tutti i componenti dell'hotel che, insieme ai piatti del Ristorante Monzú, hanno superato ogni mia - già alta - aspettativa.

Al mio arrivo, accoglienza in camera con Champagne e la deliziosa caprese al limone di Riccardo Ragozzino

Non dimentico mai il personale di Sala, per me importantissimo. Sono convinta che la più meravigliosa delle cene senza un perfetto savoir faire in sala, sbiadisca irreparabilmente l'effetto finale. La gentilezza spigliata del Maître Carlo Esposito, il Sommelier Peppe Ciuccio che mi ha dedicato un ottimo Bellini e la delizia di essere assistita a tavola da Sabrina Massa e Gianluca Colle, hanno reso le mie cene una esperienza culinaria completa di anima e cuore.
Niente è gridato ma sussurrato e sembra ancora udire tra le mura, la dolce voce della mai dimenticata Contessa Enrica Manfredi, che ebbe un ruolo fondamentale nel consigliare la direzione nella difficile arte dell'ospitalità.



Come regalo direttamente dagli chef del Ristorante Monzù per voi, nei prossimi post vi darò la ricetta del Risotto con scampi, burrata e limoni (strepitoso) dello Chef Lionetti e la mitica caprese al limone del pasticcere Ragozzino. 
Stay Tuned :)





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martedì 26 agosto 2014

Mediterranean Cooking Congress a Napoli dal 13 al 15 Ottobre




Condivido con Voi le informazioni sul prossimo Mediterranean Cooking Congress che si terrà dal 13 al 15 Ottobre a Napoli, a bordo di una nave Tirrenia.
Prossimamente vi aggiornerò su altre novità riguardo questo interessantissimo evento che sento particolarmente dato che unisce la cultura e la gastronomia italiana e quella Spagnola.
Hasta pronto!!
Mediterranean Cooking Congress è il progetto messo in campo dalla società By Tourist, specializzata in editoria e comunicazione nei settore del turismo marittimo e gastronomico attraverso i marchi registrati 30Nodi e Gusto Mediterraneo. 
Nell'ambito dell'operatività aziendale e la continua interazione con società leader nei settori di riferimento, il team della By Tourist ha messo in campo una serie di iniziative finalizzate alla promozione del territorio campano, del Sud Italia e della Nazione stessa, puntando a rafforzare gli interscambi commerciali, delle aziende italiane, con le varie regioni, l'export in Europa ed appunto nel Mediterraneo. 
E' da questa visione che nasce l'idea di un Congresso di Cucina Mediterranea, con la partecipazione attiva di chef stranieri e chef italiani, rinomati e competenti in termini di materie prime e conoscenza dei territori di origine, affiancati nel confronto congressuale da un sociologo e un antropologo. 
Al congresso sono state invitate a partecipare le associazioni di cuochi del territorio nazionale, istituti alberghieri e Scuole di Cucina Professionali Italiane e Straniere, produttori italiani e stranieri, importatori e distributori italiani e stranieri. 
Obiettivo: Tutelare l'Identità per Essere più Competitivi, promuovendo gli interscambi tra le Nazioni del Mediterraneo, ma con competenza e salvaguardando le tradizioni e l'identità di ogni singola Nazione. In tal senso un ruolo centrale è rappresentato dagli chef, gli unici con una reale competenza in termini di conoscenza delle materie prime e della loro trasformazione attraverso una cucina tradizione o più evolutiva, ma pur sempre rappresentativa del territorio di origine. Insomma la figura dello chef ha in questo caso un ruolo prioritario, riconosciuto quale ambasciatore di sapori e gusto per le nazioni del mediterraneo.  


La stessa centralità va riconosciuta ai collegamenti marittimi, che nei secoli hanno permesso gli interscambi commerciali tra le Nazioni in questione. Non a caso quindi la location del Congresso sarà una nave Tirrenia, storica compagnia italiana, con base al porto di Napoli.


E la serata di accoglienza agli chef è stata programmata il 12 ottobre, giorno della scoperta dell'America. In occasione del Columbus Day ci sarà infatti la cena di accoglienza con cinque chef genovesi ai fornelli, in onore di Colombo e del grande risultato raggiunto, grazie alla sinergia tra due Nazioni del Mediterraneo: Italia e Spagna. Dunque celebrando il risultato nato dall'interscambio di mezzi e competenze tra i due territori.

PER REGISTRARSI:
Sito Internet ufficiale: www.cookingcongress.com 


venerdì 15 agosto 2014

Tarte Tatin di mele annurche e Conciato Romano per #terradifuoco



Questa seconda ricetta per il contest Terra di fuoco posso dire che é la mia ricetta adulta perchè, mentre la prima si inspirava ai profumi e i ricordi delle vacanze in costiera della mia infanzia, questa invece nasce dalle mie ultime scoperte gastronomiche in viaggio per la Campania.
A Maggio, dopo Le strade della Mozzarella, avevo deciso di rimanere in Campania qualche giorno in piú, in relax, a vedere alcuni amici, ma poi la mia curiosità e voglia di conoscere ha preso il sopravvento.
Con un cicerone di eccezione, il giornalista Vincenzo D'antonio, siamo partiti verso Caserta.
Siamo stati dal maestro Franco Pepe (e mi viene subito l'acquolina in bocca), ma fondamentalmente mi sono fermata a Le Campestre di Manuel Lombardi perchè DOVEVO conoscere l'oramai famoso conciato Romano.
Ho seguito passo a passo la produzione di questo antichissimo formaggio, addirittura alcuni esperti ritengono che sia il primo formaggio prodotto in Italia.
La famiglia Lombardi mi accolse amorevolmente, iniziando con un pranzo delizioso, saporito, un caleidoscopio di specialità casertane, alcune specifiche proprio di Castel di Sasso. Per dessert mi sono state offerte delle mele annurche cotte al forno in vino Casavecchia, tipico della zona e accompagnate da Conciato Romano puro, solo lui. Una sferzata di contrappunti di sapore: semplicità, forza, storia, proprio come il territorio Casertano, la Campania Felix.


Ma di tutto questo viaggio -Salerno a Le Strade della Mozzarella, Caserta, Gragnano (per assistere alla produzione della pasta di gran qualità), e Peninsola- della produzione del conciato, della mozzarella di bufala dop e della pasta di Gragnano, vi racconterò a breve in questo blog, intanto potete leggere qui, qui, qui e qui.


Inspirata quindi da questo dessert ho fatto una tarte tatin di mele annurche con un cuore di crema di Conciato e mele annurche cotte in forno con vino Casavecchia. Per il resto, la preparazione segue i tipici passaggi della tarte tatin.
Solo un consiglio: stamattina ho fatto una tatin di 24 cm ma, assaggiandola ho capito che avrebbe dato il suo massimo fatta piccolissima, formato tartelette da aperitivo o finger food. Ve lo consiglio vivamente!!


Ingredienti:
4-5 mele annurche per la crema
70 g di conciato romano
200 ml di vino Casavecchia
Zucchero q.b.

5-6 mele annurche sbucciate, senza torsolo e tagliate a metà
30-40 g di conciato romano sbriciolato
150 g di zucchero
1 cucchiaio d'acqua
1 disco di pasta sfoglia

Crema di mele e Conciato:
Accendete il forno a 180 gradi.
Lavate le mele, togliete il torsolo.
Adagiate le mele in uno stampo da forno, versate sopra il vino e un cucchiaio di zucchero sopra ogni mela. Ogni tanto aprite il forno e con un cucchiaio bagnate le mele con il vino di cottura. Lasciare le mele in forno per 1/2 ora abbondante o sino a che la polpa sarà tenera e ben cotta. Lasciatele intiepidire, privatele della pelle e versatele in un contenitore. Aggiungete 70 g di conciato sbriciolato e passate al mixer.

Accendere il forno a 200 gradi
In uno stampo per tatin, versate lo zucchero e il cucchiaio d'acqua, portate sulla fiamma bassa e senza mai mescolare, lasciate formare il caramello. Adagiate le mezze mele annurche disposte armonicamente, con il taglio verso l'alto e lasciarle sulla fiamma 5 - 7 minuti. Ritirate dal fuoco, sbriciolate il conciato rimanente sopra le mele e spalmate con una spatola la crema di mele e conciato riempiendo praticamente ogni incavo delle mele e distribuendo su tutta la superficie il meglio possibile. Praticate dei buchi sulla superficie della sfoglia.
Ricoprite con la pasta sfoglia premendo delicatamente i bordi lungo tutta la circonferenza dello stampo e portate in forno 30 - 35 minuti circa, sino a dorare bene la pasta sfoglia.
Ritirate dal forno e con molta attenzione adagiate il piatto di portata della tatin sopra lo stampo e aiutandoci con manopole o uno strofinaccio, capovolgete la tatin. Se lo desiderate, una volta raffreddata, sbriciolate ancora del conciato romano sopra, per avere un sapore più accentuato.


Con questa ricetta partecipo al contest Terra di Fuoco.







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martedì 12 agosto 2014

Sorbetto di limoni di Amalfi, basilico e olio extravergine per la nostra #terradifuoco




Parlare della Regione Campania può riportarci alla memoria tante immagini e suscitare in noi tante emozioni.
Ricordandola, io posso quasi sentire sul viso la brezza tiepida e profumata, quella che si sente solo la.
Posti unici e quasi onirici: Amalfi, Capri, Positano, Ravello. Paestum e Pompei, che ci ricordano una storia forte e importante, la civiltà per eccellenza. Il centro del mondo.
Le colline verdi del vigoroso casertano e le loro specialità gastronomiche. La Campania felix.
Ricordo il giallo dorato e accecante del grano, il blu immenso del Tirreno e le sue sfumature di cristallina suggestione.
Ricordo una delle sostanze che più amo mangiare, la mozzarella di bufala. La delizia unica dei suoi pomodori. I limoni della costiera, grandi e deliziosi oppure disegnati sulle maioliche o i piatti di Vietri.
Ricordo il sorriso e la voce dei miei amici più cari, il modo di parlare, la loro gentilezza genuina, spontanea e galante, che in giro per il mondo raramente si trova. Tanto è così che mentre scrivo e ricordo, mi viene un sorriso da orecchio a orecchio.
Per tutto questo la Campania é una Terra di Fuoco :) e per diffondere quest'idea si è formato il gruppo, appunto #terradifuoco.
Produttori, blogger e appassionati, tutti insieme vogliamo, con un prodotto, una ricetta e una storia, scrivere sulla Campania che piace a noi, quella che amiamo.
Mi è stato chiesto di scegliere un prodotto campano, spiegare il motivo della mia scelta e farci una ricetta.
Scelta ardua, dato che non sono pochi i prodotti Campani che amo. Chi mi conosce sa che impazzisco letteralmente per la mozzarella di bufala e che durante l'estate non faccio altro che mangiare pomodori.
Con i miei genitori, ogni anno, facevamo un viaggio in Italia per visitare la famiglia, l'itinerario era quasi sempre lo stesso: Verona-Saló e Brescia insieme alla famiglia, Cortina perchè piaceva a mio padre e Capri e la costiera perché piaceva a tutti e tre.
Mio padre consumava prevalentemente caciocavallo, mozzarella di bufala e pesce, mia madre girava sempre con un sacchetto di pomodori e io tenevo in mano un rametto di basilico, per annusarlo ovunque io andassi. Ricordo che ci portavamo a casa litri e litri d'olio di oliva extravergine, dato che in argentina non si utilizza molto.
Arrivando in Campania, la mia mente visualizzava i limoni e sentiva il profumo del basilico, era una associazione immediata e del tutto involontaria. Non a caso sono anni che il profumo che uso da anni ha queste due sostanze.
Per cui, tornando alle mie percezioni primordiali, ho scelto per la mia ricetta i limoni di Amalfi IGP, il basilico e l'olio extravergine e per non fare dispetto alla mia amata mozzarella, ho utilizzato il liquido di governo che non butto mai, se non so come utilizzarlo, semplicemente lo bevo perchè mi piace assai :)
Ho fatto un sorbetto montato all'olio extravergine aromatizzato al basilico ( in infusione), con acqua di governo, succo e polpa di limoni di Amalfi. Ho dato a questo sorbetto forma di semisfera e l'ho ricoperta di meringa. Semplicissimo, tutto qui. Per me un concentrato dei più istintivi ricordi che ho della Campania.



Ingredienti per 4 persone:
Il succo di due limoni di Amalfi IGP
La scorza grattugiata di un limone di Amalfi IGP
300 ml di acqua di governo di mozzarella di bufala passata ad un setaccio fine
100 ml di acqua
150 g di zucchero
20 g di glucosio
1 g di sale di Maldon
80 g di olio extravergine ( con 2-3 foglie di basilico in infusione per 24 ore, e poi ritirate)
4-5 cucchiai di meringhe spezzate piccole (se volete fare le meringue guardate qui. Non aggiungete ne matcha ne zenzero)

In una casseruola versare l'acqua di governo perfettamente filtrata, l'acqua, il succo di limoni, lo zucchero, il glucosio e la scorza di limone grattugiata fine. Portate a bollore per qualche minuto sino a fare uno sciroppo. Lasciate intiepidire e aggiungere l'olio al basilico. Lasciare raffreddare completamente, montare un paio di minuti con il frullatore ad immersione e versare nella gelatiera sino a farlo diventare sorbetto.
Riempite degli stampi a mezza sfera ( io li possiedo in acciaio ma penso che vada bene anche silicone) e lasciate in freezer tutta la notte.
Al momento di servire, togliete le mezze sfere dallo stampo, adagiate in un piatto a capello di prete e velocemente attaccate i pezzettini di meringa con le mani. Disponete qua e la qualche ricciolo di buccia di limone e piccole foglie di basilico.
Servite subito.
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lunedì 30 giugno 2014

Le strade della Mozzarella, un post di preliminari in attesa che il Salone abbia inizio: Gli Oleandri Resort e Enoteca San Silvestro





Caro mio blog, aquì estoy :)
Non pensate che me ne sia stata in dolce far niente, no no, ho fatto tantissime cose che piano piano vi racconterò.
Oggi voglio parlarvi di uno dei Convegni che adoro di più in assoluto: Le Strade della mozzarella (12-14 Maggio).
Terzo anno che ho la fortuna ed il onore di partecipare, quest'anno non come blogger-che-ha-vinto-con-una-ricetta ma come stampa estera per Coquo.es, amatissimo e prestigioso  foodmagazine Spagnolo.



E se è vero che ogni edizione è stata di grande interesse insieme a piacevolissima compagnia e l'impeccabile organizzazione di Barbara Guerra e Albert Sapere, è anche vero che quest'anno per me è stata qualcosa di speciale.
Sono arrivata a Salerno Domenica 11 per partecipare alla cena d'apertura alla Cantina San Salvatore  di Giuseppe Pagano.


Subito accompagnata in albergo a Gli Oleandri Resort, proprio a Paestum, nel cuore del Cilento.
Ho avuto il piacere di rincontrare la carissima padrona di casa, Antonietta Pagano e i suoi figli, Erica e Angelo Desimone.
Il Resort è più bello che mai, con tante novità come un enorme Salone tutto bianco ed elegantissimo, dedicato a feste e matrimoni (e dove si è tenuta la Parmigiana Night, stay tuned ;).
L'accoglienza impeccabile ci ha fatto sentire a casa.


Le attrezzature mettono d'accordo le esigenze di tutti: una bellissima piscina che, ahimè, non ho avuto tempo di usufruire. Camere elegantemente arredate, con bellissimi pavimenti in ceramica di Vietri, ma anche appartamenti singoli per le famiglie con salotto e cucina. Un enorme parco e giochi per i bambini. Infatti Oleandri Resort ha avuto il certificato di miglior Resort per le famiglie.



La spiaggia è privata e il ristorante vanta la cucina d'autore dello chef Gaetano Iannone, che tutti conosciamo. Oltre questo, troviamo la vera piazza napoletana, un menù creato apposta per celiaci e uno speciale per i bambini. La colazione è ricchissima e molto varia, dalla mozzarella di bufala alle torte fatte in casa.




Mi viene solo una gran voglia di tornare.

La sera di Domenica continua con la cena d'apertura de Le Strade della Mozzarella presso la Cantina San Salvatore. Per tutte le foto di questo evento ringrazio il carissimo Savino Luigi.


La cena è stata preparata da Cristian Torsiello dalla Osteria Arbustico, da Matteo Sangiovanni del Savoy Beach Hotel e da Sakai Fumiko, Rocco De Santis e Daniele Bonzi di La Torre del Saracino.
Fiumi di Mozzarella di Bufala DOP, piatti eccellenti  e ottimi vini della Cantina preannunciano quello che avverrà i giorni successivi a Le Strade della Mozzarella.

Successivamente vi racconterò i giorni del Convegno, ma non solo perchè al suo termine ho continuato il mio viaggio alla scoperta della Mozzarella di Bufala DOP, del Conciato Romano, a Caiazzo dal maestro d'impasti (e pizze da svenimento) Franco Pepe, della pasta di Gragnano IGP e di altre cose ancora in giro per la Costiera ;)
Hasta pronto :)