Books for cooks: Natale 2010 [#1]


Che c'è di meglio che regalare un libro? Qualcosa c'è ma  con un libro non si sbaglia mai, questo è sicuro ed io li adoro!
Chiaramente ad ognuno il suo libro e a noi, tra altre cose, ci interessano i libri di ricette.
Questo è il primo di due post dedicati ai libri che possono essere un bellissimo dono di Natale.
Questa volta vi indico anche i prezzi, se questo vi può servire ad organizzare i vostri acquisti.

Vi ricordate quel libro del quale vi ho parlato qui, tutto dedicato al cioccolato? eccolo:

Avventure al cioccolato di Paul Young. Meraviglioso, con sfumature innovative e foto davvero belle. Si comincia con un'introduzione alla conoscenza del cioccolato e i suoi diversi tipi e le tecniche di temperaggio. Un capitolo intero dedicato ai tartufi. Gli altri capitoli sono: naturale, frutta e noci, zucchero e spezie, erbe e fiori, alcol e l'ultimo capitolo, tutto da scoprire: Alchimie. Le ricette tutto sommato semplici, perfette e di grande effetto.
Paul, dopo una prestigiosa carriera come pasticcere, è oggi propietario di due boutique di cioccolato e ha ricevuto molti premi.
Questo libro è risultato vincitore del "World cookbook Award" come migliore libro sul cioccolato.
De Agostini Editore. 143 pag. € 25.00



Dolce di Ladurée. Un'altra piccola meraviglia della quale vi ho parlato anche qui. Alcuni dei dolci della famosa maison sono qui presenti. Qui parliamo di ricette un po' più elaborate ma fattibilissime.
I capitoli sono: Macarons, piccola pasticceria, dessert di gelato e di frutta, le crostate, dolci al cucchiaio, le grandi torte, brioches e dolcetti, dolci da pomeriggio e confetteria, biscotti & Co., bevande, ricette di base.
Il tutto realizzato dallo chef patissier Philippe Andrieu. Da avere!
Luxury Books Editore. 391 pag. €.30


Regali golosi di Sigrid Ververt. Ha bisogno di presentazioni? no vero! Davvero bello e pieno pieno di ricette. Tanti biscotti e dolcetti, liquori ed un capitolo sorprendente dedicato ai barattoli salati. Il tutto con consigli su confezioni e presentazione dei doni fatti con le nostre mani. Ma a che serve, tanto ce l'ho avete tutte!
Giunti Editore. 191 pag. € 25


Panettone a due voci di Carlo Cracco e Davide Oldani. Chi è stato il genio che li ha messi insieme?
Adoro questo libro perchè fondamentalmente mi piace da impazzire il panettone, punto e basta. Anni fa ho assaggiato una ricetta salata che conteneva panettone e mi sono innamorata di questo pane dolce e fragrante unito al salato della pietanza.
In pratica ognuno realizza 10 ricette utilizzando panettone: Oldani fa delle ricette dolci e Cracco ne fa le salate utilizzando il panettone gastronomico, che da Peck è una tradizione.
Le ricette che ne derivano sono davvero interessanti, da provare con massima cura. Piatti non solo buoni ma anche belli da vedere, neanche dirlo.
Ho trovato le ricette di Cracco facilmente eseguibili, mentre Oldani mi è sembrato più "elaborato"

Merry Christmas di Csaba dalla Zorza. Come già sapete non è un libro nuovo ma tra poco è Natale e questo libro è interamente dedicato a questa festività.
Le ricette sono quelle della tradizione, quasi tutte facilmente eseguibili, alcune non tanto come ad esempio il mio amato Filetto Wellington per il quale ci vuole un po' di pratica con le carni. Naturalmente c'è un occhio di iguardo all'atmosfera Natalizia, i Capitoli sono: Caro Babbo Natale..., Decorare la casa, La Festa dei bambini, La tavola delle feste, Il menù e le ricette e dettagli scintillanti.
Il tutto corredato da belle foto e atmosfere nordiche.
Luxury Books. Pag. 256. €. 37

Cialde alle mandorle di Ladurée per festeggiare un anno di blog :)


Per festeggiare un anno di blog dimenticato!!!!
Non so perchè motivo era fissata nella mia mente la data 27 Novembre, sicura delle mie certezze, avanti tranquilla, per curiosità vado a verificare e la data era il 21!!!
Neanche spiegarvi quanto io mi detesti nel momento che mi succedono queste cose! pazienza, devo pure convivere con me stessa quindi tanto vale accettarmi.
Voglio ringraziare a tutti quelli che passano di qui con affetto e che partecipano a questo mio pezzo di vita quasi quotidiana. Ringrazio anche le mail di persone che mi contattano, è per me una grande soddisfazione che da un senso a tutto questo, grazie di cuore a tutti:))
Ho da qualche giorno un libricino meraviglioso di pasticceria Francese: è il libro "Dolce" di Ladurée (che vi farò vedere settimana prossima).
Questo libricino color verde mandorla, dalla copertina vellutata è presentato in una scatola rigida dello stesso colore e avvolto in una velina color lillà. Tenerlo in mano ci fa sentire di avere qualcosa di prezioso. Il contenuto lo è altrettanto.
Ci sono molte delle tradizionali ricette della maison.
Sfogliandolo ho trovato ricette davvero belle, alcune persino (abbastanza) veloci come questa. Senza induggi mi sono messa all'opera e devo dire che sono divine!
Adoro queste friandise per accompagnare ad esempio il caffè e ho cercato di farle abbastanza sottili perchè mi piace che facciano il "ricamo".
Alla fine dela ricetta consiglia di napare le cialde con il cioccolato. Io non l'ho fatto, un po' per mancanza di tempo e un po' perchè volevo assaporarle così come sono:))
Unica cosa, attenti con la cottura, dato che avviene velocemente ed è facile bruciarle, non è il momento di andare ad innaffiare le piante, insomma!!
Quelle più sottili sono bellissime perchè quasi transparenti:)



80 g di farina 00
250 g di zucchero a velo
1 uovo intero + 5 albumi (io li avevo grandi ma secondo me è meglio medi)
1 cucchiaino da caffè di essenza di vaniglia
100 g di burro + 20 g per imburrare la teglia
250 g di mandorle in scaglie non tostate

1 mattarello, il più lungo possibile, unto da olio (di semi) per piegare le cialde

Accendere il forno a 180°
Imburrare una teglia da forno perfettamente piatta.
Settacciare insieme la farina e lo zucchero (io li ho passati al mixer, come per i macaron) . Incorporare poco a poco l'uovo, gli albumi e la vaniglia.
In un pentolino far sciogliere il burro, lasciar intiepidire e aggiungerlo al composto. Mescolare bene per amalgamare. Incorporare le mandorle con una spatola cercando di non romperle.
Con un cucchiaio immerso nell'acqua prelevare una quantità d'impasto e depositarla sulla teglia aiutandosi con l'indice distanziandole un po'.
Con un cucchiaio immerso nell'acqua, allargare ogni cialda premendo sopra in modo di ottenere dischi sottili e regolari.
Disporre il mattarello oliato su un canovaccio stropicciato in modo che non ritoli.
Infornare le cialde qualche minuto (io 4 min). Controlare la cottura, quando la cialda è ben dorata ai bordi togliere la teglia dal forno.
Staccare ogni cialda e velocemente (è un incubo) posizionarle sul mattarello dando la forma curvata con la mano, metterle tutte sul mattarello e piegarle. Potete lasciarle anche piatte. Io non ce l'ho fatta a piegarle tutte in tempo!
Lasciar raffeddare e porre in un barattolo termico.

Vi auguro un felice we, un abbraccio a tutti voi:)

Frolle con cranberries e gocce di cioccolato
















Tempo di biscotti.

Si perchè il Natale si avvicina e quindi ho l’abitudine di provare dei biscotti mai fatti ancora, magari per fare dei pensierini che possono accompagnare il mio dono.
Questi biscotti hanno dei cranberries secchi che ho trovato al supermercato e del caviale di cioccolato che non manca mai nella mia dispensa ma che potete sostituire con le gocce di cioccolato, magari tagliuzzate a coltello per renderle un po' più piccole.
L'idea è nata da un biscotto di Martha Stewart fatto con l'uvetta al rum, stessa forma a salame tagliata a fettine.
Avevo tanta voglia di usare i cranberries in un biscottino, e voilà che è nato questo!
Questa è una ricetta per il mio spazio su Donne sul Web e la trovate qui.
Vi aspetto numerosi!
Un abbraccio, a Venerdi con una lieta sorpresa:)


Fruit cake (solo con uvetta ahimè)


Eccomi cari come promesso.
Sono a letto però con una influenza fortissima che proprio in questo periodo non ci voleva. Nonostante questo, intanto che i miei sono usciti stamattina, ho rifatto i macarons (gli albumi invecchiati non potevano più aspettare) con la ricetta di Marechal che predilige la meringa italiana, di questo vi parlerò settimana prossima:)
Giorni fa ho fatto questo fruit cake che a casa mia si mangiava spesso all'ora del te. Noi lo chiamavamo plum cake.
Sfogliando "Un tè al Ritz" ho trovato questa ricetta very british e un po' matta (avrei dovuto cuocere il pane per 4 ore e aspettare 6 settimane per mangiarlo!!??), fatto stà che il tutto mi è sembrato comunque simpatico e ho deciso di farla, avrei controllato con attenzione la cottura!
l'avventura è valsa la pena! profumato e con quella consistenza che solo i plum cake inglesi hanno!
Succede però che ai miei bimbi non piacciono i canditi (ma ditemi se possibile!!) quindi ho messo solo uvetta (riducendo la quantità:() ma diciamo che anche se l'impasto e fragrante e profumato, i canditi ci vogliono.
Vi do allora la ricetta originale sperando che voi non dobbiate farne a meno!


225 g di uva sultanina
225 g di uva di corinto
225 g di uvetta
225 g di farina Manitoba
5 g di lievito per dolci
225 g di burro ammorbidito
225 g di zucchero
225 g di zucchero
4 uova medie sbattute
50 g di canditi misti
scorza gratuggiata di un limone

Accendete il forno a 170°
Fate rinvenire la frutta secca in un po' d'acqua fredda per un'ora, poi va solata e asciugata stendendola in una teglia e faccendo asciugare 5 min coperta da carta stagnola. Infine va infarinata con un po' di farina e lievito in polvere. Imburrate uno stampo e mettete in frigo.
Sbattere il burro e lo zucchero a pomata, incorporate le uova una a una mescolando sempre. aggiungete la metà della farina e il lievito, incorporare bene e poi  aggiungere tutti i frutti ed i canditi e la scorza, mescolare con cucchiaio di metallo (?) e aggiungere la farina restante, mescolare bene e versare nello stampo creando un avallamento centrale.
Cuocere 4 ore (ho fatto 11/2) ma poteva essere cotto anche in meno tempo, diciamo che l'ho cotto un po' troppo). lasciar raffreddare 1/2 ora, sformare e naturalmente, mangiare senza aspettare!
Vi auguro buon inizio settimana:) a presto!

Risotto con zucca e tartufo nero



Periodo carico, troppo carico!! mi ci vuole un risottino caldo e avvolgente, proprio perfetto per queste giornate autunnali e realizzato con due ingredienti di stagione: zucca e tartufo nero (ho usato una cremina 100%  tartufo nero di Norcia che avevo in frigo).
Il risultato è più dolce del classico risotto bianco al tartufo che a me è piaciuto molto.
Ogni Autunno faccio scorta di zucche in sacchettini congelati e già pronte per il risotto.
A me il risotto piace molto "all'onda", molto cremoso ma la consistenza la decidete voi in fase di cottura.
Una ricettina per la mia rubrica di Donne sul Web che condivido anche con voi (qui trovate la ricetta completa), se venite a trovarmi mi fate davvero felice:)
In merito a questo dovete portare un po' di pazienza, nel senso che devo organizzarmi meglio, adesso vi racconto 2 o 3 delle mie piccole quotidianeità:
1) non mi sembra carino postare la stessa ricetta sia qui che su DSW (anche se qualche volte succederà :()
2) devo organizzare le mie scadenze sia qui che là quindi, in linea di massima qui posterò il Lunedì ed il Venerdì e  il Mercoledì vi rimanderò (per chi lo vorrà) a leggera la ricetta sul mio blog di DSW, c'è bisogno solo della vostra registrazione per poter lasciarmi un comento se lo desiderate, a me farebbe un gran piacere:))).
3) E' il mio desiderio intensificare i post in futuro (avrei una lista di 20 ricette da fare entro la fine dell'anno :o)
4) da qui a Natale posterò non uno ma due post sui libri, quindi la winter collection sarà divisa in 1 e 2 (e questo so che vi piace:)))

Noi ci vediamo di nuovo qui Lunedì con una dolcissima ricetta inglese, che a casa mia c'era sempre nel quotidiano five o'clock tea (in quelli anni rigorosamente Lapsang Souchong). Questa ricetta è tratta dal bellissimo libricino "Un tè al Ritz"
Un forte abbraccio a tutti voi, vi auguro un felice week end :))

Il coniglio del cacciatore


E' la prima volta che partecipo al challenge di Menù Turistico. Ho sempre seguito con interesse le ricette realizzate,  meravigliata dal fatto che una ricetta potesse interpretarsi in tanti modi diversi.
Confesso di essere un po' pigra a partecipare a questi contest, e la cosa mi dispiace molto.
E' succeso  però qualcosa dentro di me quando ho letto che la ricetta era il coniglio alla cacciatora e mi sono domandata il perchè, dato che in Argentina il coniglio non si mangia.
Dal fondo della mia memoria è emmerso un ricordo di questo piatto che era il preferito di mio nonno italiano, ma non solo: mio padre, cresciuto in Argentina, come quasi tutti gli uomini di quel tempo andava a caccia e, quando cacciava la lepre, amava dire che l'avrebbe data al cuoco per fare il coniglio alla caciatora (naturalmente in memoria di suo padre). E' così che ho fatto una cacciatora come piacerebbe a lui, senza pomodoro e avvolta in una golosa crosta, semplicemente da mangiare con il cucchiaio seduti su una coperta come in un picnic autunale. Ho usato  i suoi amati porcini, e un pò di scalogno, il tutto incendiato da un buon Jerez.  Per concludere, fortunatamente ho trovato l'utilità a quella borraccia da caccia che ogni volta guardavo con tanto affetto e che era rimasta da parecchio tempo nel cassetto dei ricordi :)

Per 2 persone (2 coccotte)
400 g. di carne di coniglio tagliata a pezzetti
2 cucchiai d'olio extravergine
1 noce di burro
60 g. di pancetta tagliata a cubetti
2 scalogni grandi tagliati a fettine sottili
1 dente d'aglio
100 ml di Jerez
150 g di porcini tagliati a fettine
3 rametti di timo
1/2 rotolo di pasta sfoglia
sale e pepe q.b.

Preparate i funghi porcini puliti e tagliati a fettine. In un padellino mettete una noce di burro e un cucchiaino d'olio e portate ad alta temperatura, aggiungete i porcini e mescolate velocemente (devono essere appena croccanti ma non abrustoliti). spegnete il fuoco aggiungete le foglioline di 1 rametto di timo e regolate di sale e pepe.
Accendete il forno a 200°.
Rosolate in olio e burro  l'aglio, gli scalogni e la pancetta, quando la cipolla è dorata aggiungete i cubetti di coniglio e cuocete a fuoco vivo per 5 minuti mescolando ogni tanto. Aggiungete il jerez e fate prendere fuoco  per qualche secondo. Aggiungete  il timo e fate cuocere per 4-5 min fino ad addensare il fondo di cottura. Spegnete il fuoco e regolate di sale e pepe. Ritirate l'aglio.
Rempite 2 cocotte con il coniglio e chiudete con 2 cerchi di pasta sfoglia (i cerchi devono essere un po' piu grandi del diametro delle cocotte). Spenellate con 1 uovo sbattuto e macinate del pepe a piacere.
Infornate sino a che la sfoglia diventa dorata (più o meno 12-15 min).


Con questa ricetta partecipo al MT CHALLENGE- Una ricetta, una sfida

MT CHALLENGE- Una ricetta, una sfida