domenica 6 ottobre 2013

Intensamente grappa. Un fine settimana in giro per distillerie




Cuore caldo e misterioso.
Nata da lungimiranti alchimisti, forse in terre lontane, con il nome di acquavite, acqua di vita.
Si attribuirono proprietà curative per terribili malattie medievali.
Proibita, discussa e controversa, la prima vera grappa del vicentino fu prodotta nel Monastero di Monte Summano quasi come un medicinale, quasi come a voler scaldare poche anime in questa fredda e nebbiosa terra.
Sapienza contadina e creatività tutta italiana, danno vita alla grappa, un distillato di vinaccioli, che altro non sono che i resti dell'uva che rimane dopo la lavorazione del vino.
Guidati efficacemente da "Made in Vicenza" e con il contributo di tutti, all'interno di "Distillerie Aperte 2013" abbiamo avuto la possibilità di visitare tra le più rappresentative distillerie di grappa artigianale del territorio Vicentino, una vera scoperta.
La scelta comune di produzione é la artigianalità e la qualità. Tutti hanno ereditato sia la distilleria, sia la passione e le tradizioni dei propri antenati, ma hanno saputo rinnovarsi ed assumere, ognuno di loro, un mood che caratterizza le loro grappe. Le distillerie visitate sono tutte a conduzione famigliare. La distillazione avviene sempre con caldaie a vapore, discontinue.



Iniziamo dalla distilleria Poli.
Con Giobatta Poli, nel 1898, inizia la loro storia di grappaioli.
Oggi, Jacopo Poli, insieme ai fratelli Barbara e Andrea, continuano la passione di famiglia.
Jacopo ci conduce nel suo mondo, simpatico, istrionico, pieno di cose da dire e raccontare.
La distilleria é molto ampia e curata nei minimi particolari, moderna e pulsante, ma non dimentica il passato.
La produzione é vastissima: Poli distilla Vinaccia da cui si ottengono grappe giovani, aromatiche, invecchiate e aromatizzate.
Si conclude la nostra visita con una "seduta spiritica" a luci rosse nella quale, invocando lo spirito di Giobatta cerchiamo di riconoscere 6 grappe con il solo palato e naso, senza poter apprezzare i colori.



La prossima tappa é la distilleria Schiavo.
Marco Schiavo ci guida nel suo mondo, una distilleria che non vuole perdere le connotazioni dei primi tempi, nel lontano 1887. Marco ricupera vecchi vitigni, come il Clinton, per produrre grappe monovitigno, collabora con pasticceri in progetti che vedono la grappa come protagonista anche in pasticceria, da vita ad un liquore di prugne e mandorla che emoziona, crea un piccolo Museo della Grappa all'interno della sala degustazioni, ha la passione per le etichette anni '50, insomma, lui e il suo cervello non stanno fermi un attimo.

La giornata finisce, tutti insieme, in centro a Vicenza per visitare la Basilica appena restaurata. In alto sulla terrazza, si trova un bellissimo bar, "La terrazza del Palladio".
A pochi passi, all'Antica Casa della Malvasia, la cena consiste in piatti tipici vicentini e qualche innovazione.
Una cena piacevolissima dove tutti i produttori insieme ci hanno donato la loro squisita e molto divertente compagnia :)
Per iniziare, un foie gras di fegatini alla grappa su crostini di pan briosce, tartufo nero e crema di zucca, mi é piaciuto.
I primi: spirito di un territorio, schietti, genuini, da soli valgono una visita: bigoli al ragù d'anatra e, a seguire, polenta con, sua maestà, il baccalà alla vicentina ( a tocchetti ;).
Secondo: piccione, il mio cotto alla perfezione. Per finire, un dessert al piatto, una variazione di cioccolato, creme e meringa.
Non poteva finire questa cena insieme ai nostri gentilissimi grappaioli, con una approfondita degustazione.




Li.Di.A, una distilleria famigliare e al femminile. Lidia era la nonna, donna che, in tempi di guerra, di niente aveva paura, aveva una rara abilitá per fare i liquori che risultavano stabili, perfetti. La linea che ha dato risalto alla distilleria é la grappa É, inconfondibile per l'incarto colorato. Ad ogni colore corrisponde un tipo di grappa.
Con tipica ed squisita accoglienza femminile, Giovanna ci allietata con una colazione dolce fatta con le sue mani.


La distilleria Dal Toso Rino & figlio fu fondata nel 1920. L'impianto é, come per tutti a caldaiette discontinue ma non in rame, bensì in acciaio, garanzia di sicurezza, come ci tiene a sottolineare il suo conduttore. La caratteristica sono grappe di più elevato tenore alcolico, intorno ai 43 gradi. Grappe monovitigno, come la grappa di Picolit e la Moscata, ma anche di vitigni diversi abbinati, come la grappa di Cabernet e Sirah.


Storica distilleria la Brunello, attiva dal 1840. Giovanni, Paolo ed il cugino Stefano portano avanti la passione e la qualità ereditata. Il metodo é sempre a caldaiette discontinue e il magazzino di invecchiamento é sigillato. La caratteristica della loro vasta produzione é quella di ricuperare vitigni antichi e grappe aromatizzate con erbe spontanee tipiche del territorio.
Ispirati a loro é stato scritto da Enrico Pandiani un giallo, quasi una saga che continua, "La testa e la Coda" da leggere tutto di un fiato, ve lo consiglio :)
Il nostro viaggio si conclude con un pranzo conviviale e con uno dei risotti più meravigliosi che io abbia mai mangiato, il risotto al baccalà fatto dai proprietari della osteria "Culata", di una perfezione commovente.
Un viaggio interessantissimo alla scoperta della vera grappa vicentina artigianale che mi ha insegnato tanto, anche a livello umano, grazie alla meravigliosa compagnia, che se la buona e vera grappa scalda il cuore, gli uomini che essa distillano, riempiono l'anima.
Grazie a tutti.


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