lunedì 29 novembre 2010

Books for cooks: Natale 2010 [#1]


Che c'è di meglio che regalare un libro? Qualcosa c'è ma  con un libro non si sbaglia mai, questo è sicuro ed io li adoro!
Chiaramente ad ognuno il suo libro e a noi, tra altre cose, ci interessano i libri di ricette.
Questo è il primo di due post dedicati ai libri che possono essere un bellissimo dono di Natale.
Questa volta vi indico anche i prezzi, se questo vi può servire ad organizzare i vostri acquisti.

Vi ricordate quel libro del quale vi ho parlato qui, tutto dedicato al cioccolato? eccolo:

Avventure al cioccolato di Paul Young. Meraviglioso, con sfumature innovative e foto davvero belle. Si comincia con un'introduzione alla conoscenza del cioccolato e i suoi diversi tipi e le tecniche di temperaggio. Un capitolo intero dedicato ai tartufi. Gli altri capitoli sono: naturale, frutta e noci, zucchero e spezie, erbe e fiori, alcol e l'ultimo capitolo, tutto da scoprire: Alchimie. Le ricette tutto sommato semplici, perfette e di grande effetto.
Paul, dopo una prestigiosa carriera come pasticcere, è oggi propietario di due boutique di cioccolato e ha ricevuto molti premi.
Questo libro è risultato vincitore del "World cookbook Award" come migliore libro sul cioccolato.
De Agostini Editore. 143 pag. € 25.00



Dolce di Ladurée. Un'altra piccola meraviglia della quale vi ho parlato anche qui. Alcuni dei dolci della famosa maison sono qui presenti. Qui parliamo di ricette un po' più elaborate ma fattibilissime.
I capitoli sono: Macarons, piccola pasticceria, dessert di gelato e di frutta, le crostate, dolci al cucchiaio, le grandi torte, brioches e dolcetti, dolci da pomeriggio e confetteria, biscotti & Co., bevande, ricette di base.
Il tutto realizzato dallo chef patissier Philippe Andrieu. Da avere!
Luxury Books Editore. 391 pag. €.30


Regali golosi di Sigrid Ververt. Ha bisogno di presentazioni? no vero! Davvero bello e pieno pieno di ricette. Tanti biscotti e dolcetti, liquori ed un capitolo sorprendente dedicato ai barattoli salati. Il tutto con consigli su confezioni e presentazione dei doni fatti con le nostre mani. Ma a che serve, tanto ce l'ho avete tutte!
Giunti Editore. 191 pag. € 25


Panettone a due voci di Carlo Cracco e Davide Oldani. Chi è stato il genio che li ha messi insieme?
Adoro questo libro perchè fondamentalmente mi piace da impazzire il panettone, punto e basta. Anni fa ho assaggiato una ricetta salata che conteneva panettone e mi sono innamorata di questo pane dolce e fragrante unito al salato della pietanza.
In pratica ognuno realizza 10 ricette utilizzando panettone: Oldani fa delle ricette dolci e Cracco ne fa le salate utilizzando il panettone gastronomico, che da Peck è una tradizione.
Le ricette che ne derivano sono davvero interessanti, da provare con massima cura. Piatti non solo buoni ma anche belli da vedere, neanche dirlo.
Ho trovato le ricette di Cracco facilmente eseguibili, mentre Oldani mi è sembrato più "elaborato"

Merry Christmas di Csaba dalla Zorza. Come già sapete non è un libro nuovo ma tra poco è Natale e questo libro è interamente dedicato a questa festività.
Le ricette sono quelle della tradizione, quasi tutte facilmente eseguibili, alcune non tanto come ad esempio il mio amato Filetto Wellington per il quale ci vuole un po' di pratica con le carni. Naturalmente c'è un occhio di iguardo all'atmosfera Natalizia, i Capitoli sono: Caro Babbo Natale..., Decorare la casa, La Festa dei bambini, La tavola delle feste, Il menù e le ricette e dettagli scintillanti.
Il tutto corredato da belle foto e atmosfere nordiche.
Luxury Books. Pag. 256. €. 37

venerdì 26 novembre 2010

Cialde alle mandorle di Ladurée per festeggiare un anno di blog :)


Per festeggiare un anno di blog dimenticato!!!!
Non so perchè motivo era fissata nella mia mente la data 27 Novembre, sicura delle mie certezze, avanti tranquilla, per curiosità vado a verificare e la data era il 21!!!
Neanche spiegarvi quanto io mi detesti nel momento che mi succedono queste cose! pazienza, devo pure convivere con me stessa quindi tanto vale accettarmi.
Voglio ringraziare a tutti quelli che passano di qui con affetto e che partecipano a questo mio pezzo di vita quasi quotidiana. Ringrazio anche le mail di persone che mi contattano, è per me una grande soddisfazione che da un senso a tutto questo, grazie di cuore a tutti:))
Ho da qualche giorno un libricino meraviglioso di pasticceria Francese: è il libro "Dolce" di Ladurée (che vi farò vedere settimana prossima).
Questo libricino color verde mandorla, dalla copertina vellutata è presentato in una scatola rigida dello stesso colore e avvolto in una velina color lillà. Tenerlo in mano ci fa sentire di avere qualcosa di prezioso. Il contenuto lo è altrettanto.
Ci sono molte delle tradizionali ricette della maison.
Sfogliandolo ho trovato ricette davvero belle, alcune persino (abbastanza) veloci come questa. Senza induggi mi sono messa all'opera e devo dire che sono divine!
Adoro queste friandise per accompagnare ad esempio il caffè e ho cercato di farle abbastanza sottili perchè mi piace che facciano il "ricamo".
Alla fine dela ricetta consiglia di napare le cialde con il cioccolato. Io non l'ho fatto, un po' per mancanza di tempo e un po' perchè volevo assaporarle così come sono:))
Unica cosa, attenti con la cottura, dato che avviene velocemente ed è facile bruciarle, non è il momento di andare ad innaffiare le piante, insomma!!
Quelle più sottili sono bellissime perchè quasi transparenti:)



80 g di farina 00
250 g di zucchero a velo
1 uovo intero + 5 albumi (io li avevo grandi ma secondo me è meglio medi)
1 cucchiaino da caffè di essenza di vaniglia
100 g di burro + 20 g per imburrare la teglia
250 g di mandorle in scaglie non tostate

1 mattarello, il più lungo possibile, unto da olio (di semi) per piegare le cialde

Accendere il forno a 180°
Imburrare una teglia da forno perfettamente piatta.
Settacciare insieme la farina e lo zucchero (io li ho passati al mixer, come per i macaron) . Incorporare poco a poco l'uovo, gli albumi e la vaniglia.
In un pentolino far sciogliere il burro, lasciar intiepidire e aggiungerlo al composto. Mescolare bene per amalgamare. Incorporare le mandorle con una spatola cercando di non romperle.
Con un cucchiaio immerso nell'acqua prelevare una quantità d'impasto e depositarla sulla teglia aiutandosi con l'indice distanziandole un po'.
Con un cucchiaio immerso nell'acqua, allargare ogni cialda premendo sopra in modo di ottenere dischi sottili e regolari.
Disporre il mattarello oliato su un canovaccio stropicciato in modo che non ritoli.
Infornare le cialde qualche minuto (io 4 min). Controlare la cottura, quando la cialda è ben dorata ai bordi togliere la teglia dal forno.
Staccare ogni cialda e velocemente (è un incubo) posizionarle sul mattarello dando la forma curvata con la mano, metterle tutte sul mattarello e piegarle. Potete lasciarle anche piatte. Io non ce l'ho fatta a piegarle tutte in tempo!
Lasciar raffeddare e porre in un barattolo termico.

Vi auguro un felice we, un abbraccio a tutti voi:)

mercoledì 24 novembre 2010

Frolle con cranberries e gocce di cioccolato
















Tempo di biscotti.

Si perchè il Natale si avvicina e quindi ho l’abitudine di provare dei biscotti mai fatti ancora, magari per fare dei pensierini che possono accompagnare il mio dono.
Questi biscotti hanno dei cranberries secchi che ho trovato al supermercato e del caviale di cioccolato che non manca mai nella mia dispensa ma che potete sostituire con le gocce di cioccolato, magari tagliuzzate a coltello per renderle un po' più piccole.
L'idea è nata da un biscotto di Martha Stewart fatto con l'uvetta al rum, stessa forma a salame tagliata a fettine.
Avevo tanta voglia di usare i cranberries in un biscottino, e voilà che è nato questo!
Questa è una ricetta per il mio spazio su Donne sul Web e la trovate qui.
Vi aspetto numerosi!
Un abbraccio, a Venerdi con una lieta sorpresa:)


lunedì 22 novembre 2010

Fruit cake (solo con uvetta ahimè)


Eccomi cari come promesso.
Sono a letto però con una influenza fortissima che proprio in questo periodo non ci voleva. Nonostante questo, intanto che i miei sono usciti stamattina, ho rifatto i macarons (gli albumi invecchiati non potevano più aspettare) con la ricetta di Marechal che predilige la meringa italiana, di questo vi parlerò settimana prossima:)
Giorni fa ho fatto questo fruit cake che a casa mia si mangiava spesso all'ora del te. Noi lo chiamavamo plum cake.
Sfogliando "Un tè al Ritz" ho trovato questa ricetta very british e un po' matta (avrei dovuto cuocere il pane per 4 ore e aspettare 6 settimane per mangiarlo!!??), fatto stà che il tutto mi è sembrato comunque simpatico e ho deciso di farla, avrei controllato con attenzione la cottura!
l'avventura è valsa la pena! profumato e con quella consistenza che solo i plum cake inglesi hanno!
Succede però che ai miei bimbi non piacciono i canditi (ma ditemi se possibile!!) quindi ho messo solo uvetta (riducendo la quantità:() ma diciamo che anche se l'impasto e fragrante e profumato, i canditi ci vogliono.
Vi do allora la ricetta originale sperando che voi non dobbiate farne a meno!


225 g di uva sultanina
225 g di uva di corinto
225 g di uvetta
225 g di farina Manitoba
5 g di lievito per dolci
225 g di burro ammorbidito
225 g di zucchero
225 g di zucchero
4 uova medie sbattute
50 g di canditi misti
scorza gratuggiata di un limone

Accendete il forno a 170°
Fate rinvenire la frutta secca in un po' d'acqua fredda per un'ora, poi va solata e asciugata stendendola in una teglia e faccendo asciugare 5 min coperta da carta stagnola. Infine va infarinata con un po' di farina e lievito in polvere. Imburrate uno stampo e mettete in frigo.
Sbattere il burro e lo zucchero a pomata, incorporate le uova una a una mescolando sempre. aggiungete la metà della farina e il lievito, incorporare bene e poi  aggiungere tutti i frutti ed i canditi e la scorza, mescolare con cucchiaio di metallo (?) e aggiungere la farina restante, mescolare bene e versare nello stampo creando un avallamento centrale.
Cuocere 4 ore (ho fatto 11/2) ma poteva essere cotto anche in meno tempo, diciamo che l'ho cotto un po' troppo). lasciar raffreddare 1/2 ora, sformare e naturalmente, mangiare senza aspettare!
Vi auguro buon inizio settimana:) a presto!

venerdì 19 novembre 2010

Risotto con zucca e tartufo nero



Periodo carico, troppo carico!! mi ci vuole un risottino caldo e avvolgente, proprio perfetto per queste giornate autunnali e realizzato con due ingredienti di stagione: zucca e tartufo nero (ho usato una cremina 100%  tartufo nero di Norcia che avevo in frigo).
Il risultato è più dolce del classico risotto bianco al tartufo che a me è piaciuto molto.
Ogni Autunno faccio scorta di zucche in sacchettini congelati e già pronte per il risotto.
A me il risotto piace molto "all'onda", molto cremoso ma la consistenza la decidete voi in fase di cottura.
Una ricettina per la mia rubrica di Donne sul Web che condivido anche con voi (qui trovate la ricetta completa), se venite a trovarmi mi fate davvero felice:)
In merito a questo dovete portare un po' di pazienza, nel senso che devo organizzarmi meglio, adesso vi racconto 2 o 3 delle mie piccole quotidianeità:
1) non mi sembra carino postare la stessa ricetta sia qui che su DSW (anche se qualche volte succederà :()
2) devo organizzare le mie scadenze sia qui che là quindi, in linea di massima qui posterò il Lunedì ed il Venerdì e  il Mercoledì vi rimanderò (per chi lo vorrà) a leggera la ricetta sul mio blog di DSW, c'è bisogno solo della vostra registrazione per poter lasciarmi un comento se lo desiderate, a me farebbe un gran piacere:))).
3) E' il mio desiderio intensificare i post in futuro (avrei una lista di 20 ricette da fare entro la fine dell'anno :o)
4) da qui a Natale posterò non uno ma due post sui libri, quindi la winter collection sarà divisa in 1 e 2 (e questo so che vi piace:)))

Noi ci vediamo di nuovo qui Lunedì con una dolcissima ricetta inglese, che a casa mia c'era sempre nel quotidiano five o'clock tea (in quelli anni rigorosamente Lapsang Souchong). Questa ricetta è tratta dal bellissimo libricino "Un tè al Ritz"
Un forte abbraccio a tutti voi, vi auguro un felice week end :))

mercoledì 17 novembre 2010

Il coniglio del cacciatore


E' la prima volta che partecipo al challenge di Menù Turistico. Ho sempre seguito con interesse le ricette realizzate,  meravigliata dal fatto che una ricetta potesse interpretarsi in tanti modi diversi.
Confesso di essere un po' pigra a partecipare a questi contest, e la cosa mi dispiace molto.
E' succeso  però qualcosa dentro di me quando ho letto che la ricetta era il coniglio alla cacciatora e mi sono domandata il perchè, dato che in Argentina il coniglio non si mangia.
Dal fondo della mia memoria è emmerso un ricordo di questo piatto che era il preferito di mio nonno italiano, ma non solo: mio padre, cresciuto in Argentina, come quasi tutti gli uomini di quel tempo andava a caccia e, quando cacciava la lepre, amava dire che l'avrebbe data al cuoco per fare il coniglio alla caciatora (naturalmente in memoria di suo padre). E' così che ho fatto una cacciatora come piacerebbe a lui, senza pomodoro e avvolta in una golosa crosta, semplicemente da mangiare con il cucchiaio seduti su una coperta come in un picnic autunale. Ho usato  i suoi amati porcini, e un pò di scalogno, il tutto incendiato da un buon Jerez.  Per concludere, fortunatamente ho trovato l'utilità a quella borraccia da caccia che ogni volta guardavo con tanto affetto e che era rimasta da parecchio tempo nel cassetto dei ricordi :)

Per 2 persone (2 coccotte)
400 g. di carne di coniglio tagliata a pezzetti
2 cucchiai d'olio extravergine
1 noce di burro
60 g. di pancetta tagliata a cubetti
2 scalogni grandi tagliati a fettine sottili
1 dente d'aglio
100 ml di Jerez
150 g di porcini tagliati a fettine
3 rametti di timo
1/2 rotolo di pasta sfoglia
sale e pepe q.b.

Preparate i funghi porcini puliti e tagliati a fettine. In un padellino mettete una noce di burro e un cucchiaino d'olio e portate ad alta temperatura, aggiungete i porcini e mescolate velocemente (devono essere appena croccanti ma non abrustoliti). spegnete il fuoco aggiungete le foglioline di 1 rametto di timo e regolate di sale e pepe.
Accendete il forno a 200°.
Rosolate in olio e burro  l'aglio, gli scalogni e la pancetta, quando la cipolla è dorata aggiungete i cubetti di coniglio e cuocete a fuoco vivo per 5 minuti mescolando ogni tanto. Aggiungete il jerez e fate prendere fuoco  per qualche secondo. Aggiungete  il timo e fate cuocere per 4-5 min fino ad addensare il fondo di cottura. Spegnete il fuoco e regolate di sale e pepe. Ritirate l'aglio.
Rempite 2 cocotte con il coniglio e chiudete con 2 cerchi di pasta sfoglia (i cerchi devono essere un po' piu grandi del diametro delle cocotte). Spenellate con 1 uovo sbattuto e macinate del pepe a piacere.
Infornate sino a che la sfoglia diventa dorata (più o meno 12-15 min).


Con questa ricetta partecipo al MT CHALLENGE- Una ricetta, una sfida

MT CHALLENGE- Una ricetta, una sfida

lunedì 15 novembre 2010

Tortine di carote, arancia e mandorle (quasi di Pierre Hermè)


Un po' di anni fa ho trovato la ricetta di questo cake da Sigrid. La ricetta originale prevedeva anche l'uso di farina di nocciole tostate, io, in quel momento ero sprovvista di nocciole, ho deciso quindi di farlo con farina di mandorle ed il risultato è stato meraviglioso. In questa casa il cake dolce per eccellenza è questo e l'ho fatto tantissime volte.
Con il tempo il cake è diventato tortine, molto pratiche da portare in giro o da dare ai bambini da portare a scuola.
Il risultato è sempre fragrante, morbido e coccoloso, semplicemente si riducono i tempi di cottura.
Vi lascio qui la ricetta modificata che, posso dirvi, ha un sapore più delicato, la modifica consiste nella sostituzione di 50 g. di farina di nocciole cocucchiainn 50 g di farina di mandorle. La ricetta originale la trovate da Sigrid sotto cake carote e nocciole.
Vi dico solo una cosa così saprete regolarvi: per preparare gli ingredienti dovrete disporre di mezz'ora ma il risultato ripaga assolutamente!!

Per 6-8 tortine (a seconda del pirottino, questi miei sono più grandi del solito)
tuorli 40 g
zucchero (per i tuorli) 30 g
albumi 105 g
zucchero (per gli albumi) 35 g
farina di mandorle 100 g
carote grattuggiate 70 g
purea di carote lesse 45 g
farina 35 g
buccia gratuggiata di 1 arancia (ricetta originale 1/2)
lievito per dolci 1 cucchiaino
sale 1 presa piccola

Cuocere le carote e ridurle a purè. Gratuggiare le carote crude e fare il zest di arancia.
Setacciare la farina, il sale e il lievito.
Accendere il forno a 175°
Sbattere i tuorli con lo zucchero finche diventano chiari. Montare gli albumi a neve e aggiungere in più volte lo zucchero sempre sbattendo. Incorporare poco alla volta con la spatola la meringa ai tuorli. Aggiungere la farina di mandorle sempre con la spatola da giù a su in modo di dare area e non smontare. Aggiungere le carote gratuggiate, la purea, la buccia d'arancia e la farina. Versare in piccoli pirottini a 3/4 o in uno stampo da plum cake. Infornare 45-50 min (provare con uno stecchino) oppure le tortine per 20-25 min.

Vi aspetto anche sul mio spazio di donne sul web, se mi lasciate un saluto mi farà un gran piacere:))
Vi auguro buon inizio settimana, magari con queste deliziose tortine, un abbraccio a tutti voi:))


sabato 13 novembre 2010

Filetto di maiale con mele al rosmarino e miele, una richiesta di aiuto e una bella novità


Buongiorno a tutti.
Il post di oggi unisce tante cose.
Come sempre c'è una ricetta ma oggi non si trova qui ma sul mio spazio cucina del portale "Donne sul Web".
Iniziata ieri sera tardi la mia collaborazione con questo interessante portale dove potete trovare tutto quello che a noi donne (e non solo) può interessare.
Quindi tra poco vi troverete con due ricettine, una sul mio amato Aromadicasa e un'altra sul "blog di Patricia "Aromadicasa"
Ieri ho fatto per voi questo delizioso filetto di maiale con le mele al rosmarino e miele che troverete qui.
Se venite a darmi un saluto anche sul mio nuovo sapzio mi farete davvero felice e se volete lasciarmi un pensiero scritto ci vuole solo un minuto per registrarvi:)

Adesso passo ad un'altro tema molto serio e che coinvolge tutti noi, in particolare quelli che come me, abitiamo in questa meravigliosa regione.
Parlo del   alluvione che vede il Veneto in ginocchio. Per chi non avesse letto il post di Libera vi rimando da lei, che sa esprimere meglio di me i sentimenti che provoca questa  situazione ed il bisogno vero e impellente di aiutare.

Vi ricordo gli estremi del c.c. per poter aiutare concretamente,
Intestatario del conto corrente messo a disposizione per la raccolta di fondi per gli alluvionati è la REGIONE DEL VENETO, Dorsoduro 3901, 30123 Venezia.

Riportiamo qui di seguito i dati completi per poter effettuare il bonifico bancario:
IBAN: IT 62 D 02008 02017 000101116078, Banca Unicredit,
Intestatario: REGIONE DEL VENETO, Dorsoduro 3901, 30123 Venezia
Causale: "Emergenza alluvione novembre 2010"

Vi ricordo inoltre che è possibile aderire all'iniziativa in modo ancora più semplice, inviando un sms al numero 45501 ( 2€)
 
Vi ringrazio di cuore per quello che possiate fare.
Un abbraccio forte a tutti voi, vi auguro un buon we.

mercoledì 10 novembre 2010

Una frolla per San Martino

Dopo il delizioso glamour dei macarons, arrivo qui oggi con questo San Martino.
Sono sempre io e, anche se i segni zodiacali non m'interessano un granché, è pur vero che essendo Gemelli, sono tante donne in una, e la cosa inizia a piacermi perché mi permette di fare cose completamente opposte. Spero di non deludervi (e anzi, grazie di tutti i bei commenti, mi avete resa orgogliosa), ma domani è San Martino e i miei bimbi hanno sempre ricevuto il loro biscottone da mia suocera.
Il caso vuole che tre settimane fa, girando in centro con il carrello della spesa, sia passata di fronte ad uno dei miei negozi preferiti ed abbia visto in vetrina il taglia biscotto a forma di San Martino. Senza pensarci due volte lo faccio mio. Poi rifletto sul fatto che forse ho tolto a mia suocera una piacevole tradizione ma, per fortuna non sembra interessarle un granchè, quindi metto le mani in pasta allegramente e scelgo una frolla, quella di Montersino e aggiungo pure il caviale di cioccolato Venchi.
Ho deciso di non farlo mille colori e con i cioccolatini di un calendario dell'avvento più un po' di glassa monocolore, ho finito il tutto così.


250 g. di farina
150 burro morbido a pezzettini
100 g di zucchero a velo
40 gr di tuorli
1 chcchiaio da caffè di polvere di vaniglia bourbon
1 pizzico di sale
buccia di limone q.b.
Gocce di cioccolato (se volete)

Portate il forno a 170-180°.
Disponete in una spianatoia la farina a fontana mettendo lo zucchero a velo, i tuorli, il burro, il sale, la vaniglia e la buccia di limone. Cominciate a lavorare gli ingredienti con le mani fino a sabbiare il composto. Prima che si compatti aggiungete le goccie di cioccolato e impastate fino ad ottenere una pasta liscia.
Avvolgete in pellicola e portate in frigo almeno 1/2 ora.
Stendete la frolla con il mattarello. Considerate che deve essere abbastanza grossa  (la prima che ho fatto si è rotta), direi alta non meno di un dito. Non bucherellate la frolla. Tagliate con lo stampo di San Martino e trasferite con cura sulla teglia rivestita da carta da forno imburrata (Montersino dice che il grasso, conducendo meglio il calore, favorirà una cottura più uniforme).
Cuocete dai 15 ai 20 min. ma state attente con la cottura (io ho cotto 3 minuti in più e si è dorata), è meglio che sia più chiara, anche perchè il rischio che si rompa è minore.
Decorate a piacere.

San Martino, con il suo mantello, ha avuto l’onore,non solo di coprire e riscaldare un povero infreddolito, ma di aver ricoperto di amore e dato calore al corpo stesso di Cristo, che si nascondeva sotto le spoglie di quel povero.”

E l’estate di san Martino: il buon Dio che addolcì il tempo per non far sentir freddo a Martino rimasto senza mantello

lunedì 8 novembre 2010

Macarons al caramello salato


Finalmente macarons!
Per essere stato il primo tentativo devo dire che sono soddisfata:)
Non erano proprio bellissimi o perfettamenti rotondi e non avevano un collarino nemmeno tanto alto ma erano una delle cose più buone che io abbia mai mangiato nella categoria dolci.
La cosa che mi ha dato il coraggio di farli è stata l'App Macaron di Mercotte. Con un video spiega passo a passo la tecnica. In questa App c'era naturalmente la ricetta con la meringa francese che non è quella cotta. Ho deciso che, almeno la prima volta era il caso semplificare le cose.
Questa è la ricetta di Mercotte trovata nella App ed è la ricetta di base per qualsiasi macaron fatta con meringa francese e colorante in polvere o in pasta.
La mia unica pigrizia (da vincere) e l'utilizzo della sac a poche (chissà perche) tanto mi piace il risultato e così poco mi piace utilizzarla.

PER I MACARON
90 g di albumi invecchiati (2-3 giorni) e a t° ambiente
220 g di zucchero a velo
120 g di farina di mandorle, preferentemente passata al forno 10 min a 150° e raffreddata
30 g di zucchero
1 pizzico di sale
2 goccie di succo di limone
1 punta di cucchiaino di colorante in polvere marrone (lei scrive moka)

PER LA GANACHE montata al caramello e burro salato(conviene farla il giorno prima)
50 g di chocolato bianco 35% burro cacao
25 g di panna da montare
3 g di miele d'acacia
75 g di panna da montare fredda
Caramello
40 g di zucchero
15 g di burro salato
6 cl di panna da montare
2 g di fleur de sel

Accendere il forno e portare a 145°-155° per macarons piccoli o 160°-170° per macarons più grandi, lasciare dentro la leccarda. Passare al mixer lo zucchero a velo e la farina di mandorle(TPT). Se questa è ben mixata non serve passare al settaccio questo composto.
Montare a neve gli albumi con le goccie di limone e il pizzico di sale e incorporare in più volte  lo zucchero e il colorante.
Aggiungere la metà del TPT con il leccapentola e con movimenti dall'alto al basso, aggiungere l'altra metà e continuare a mescolare sino ad avere un composto omogeneo, liscio e brillante.
Mettere il composto in una sac a poche con un becuccio liscio da 8mm e sopra una carta da forno disegnare piccoli cerchi un po' spaziati. Infornare senza croutage sopra la placca calda 13-14 min per i piccoli e qualche minuto in più per i più grossi. Lasciar raffreddare i macaron 10 min. e taccarli dalla carta.

Fondere in un pentolino lo zucchero in 2 volte sino ad ottenere un caramello leggeramente ambrato.  Aggiungere il burro a pezzettini, la panna e il sale. mescolare bene e portare a T° ambiente.
Fatte fondere il cioccolato
Portare appena a ebollizione i 25 g di panna con il miele. Versare in 3 volte questa crema calda sulla cioccolato mescolando bene ogni volta. Aggiungere la salsa di caramello e mescolare bene. Aggiungere la panna fredda e mescolare bene senza incorporar area. Lasciare in frigo, meglio se tutta notte.

Montare semplicemente i macarons aggiingendo la ganache con una sac a poche e chiudendoli 2 a 2.
Con queste proporzioni vengono 50 macarons. Non serve dire che neanche uno è rimasto (insomma dai, una trentina li ho portati a cena da amici!) ;))

Con questi macaron partecipo al contest della carissima Ambra: Sweet Moments. Per me niente meglio di uno di questi macaron:)

Il mio contest

e partecipo anche al Contest di Simonetta, Glu-fri cositas varias sin gluten, con il mio Menù per un amico celiaco (e molto goloso) e con delle portate tutto cioccolato e dolcezza: come antipasto, crostini caldi di saraceno, stilton e cioccolato fondente 70%  gratuggiato; il primo è una vellutata di topinambur con cialda di pecorino e chicchi di cioccolato, il tutto annafiato da un buon Recioto. Il dessert: questi macaron al caramelo salato  (in quantità) e caffè di Liegi. Se per caso avvesse ancora voglia di dolce, un piccolo calice del mio liquore al dulce de leche:))

IL CONTEST DI GLU-FRI

Buon inizio settimana:)

venerdì 5 novembre 2010

Shortbread alle spezie
















Vi lascio dei shortbread per il fine settimana, dato che si preanuncia piovoso e, si sa, piovoso per noi è sinonimo di coccola dolce;)
Questi shortbread non sono i soliti però, sono dei shortbread chai, e sono la prima ricetta del nuovo e bellissimo libro di Sigrid:) Mi è piaciuta l'idea di aggiungere cannella, cardamomo, zenzero e chiodo di garofano, questa volta il shortbread e qualcosa in più ce sapore a (buon) burro.
Come ho detto, il burro, ingrediente principale di questi biscottoni, deve essere il migliore che possiate trovare. Il caso vuole che in frigo ci fosse parecchia panna, più di quella che ho in programma di utilizzare, e allora che ho fatto? il burro che, a questo punto sarà un post a sè dato che è venuto una delizia e che per certe preparazioni è indispensabile... una volta provato non si torna più indietro.
Biscottini del libro di Sigrid, dicevamo, coccolissimo, ideale da avere in questo periodo vicino alle feste per organizzare regalini davvero carini anche nella presentazione, con dolcetti classici, alcuni rivisti, come questo e un capitolo di barattoli salati e bottiglie davvero sorprendenti.
Adesso passiamo alla ricetta:)

350 g di farina
210 di burro morbido a pezzetti
140 di zucchero (io ho messo di canna)
2 cucchiai di latte (non mi sono serviti)
1/2 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di cannella in polvere
3 semini di cardamomo macinati
1 cucchiaino da caffè di zenzero
1 chiodo di garofano a polvere (non l'ho messo)

Mescolare zucchero, farina e sale e versare sulla spianatoia. Aggiungere il burro e sbriciolarlo con le dita. Aggiungere (se serve) il latte. Conservare l'impasto coperto al fresco per 2 ore. Accendere il forno a 160°.Stendere con il mattarello con uno spessore di 1 cm, misurare (qui vi voglio vedere...) e tagliare con un coltello molto afilato (io ho usato la mannaia...) a rettangoli uguali... o con la formina che volete. Disporre i biscotti sulla leccarda rivestita da carta da forno e fare dei bucchini con la forchetta (io li ho fatti con un ago da crochet arrotondato). Infornare per circa 35 min. guardando che non si dorino molto, rischiano così di diventare un po' duri.

Vi abbraccio forte augurandovi un buon we:)

martedì 2 novembre 2010

Mostarda di zucca e pepe lungo


Sono stata un po' assente questa settimana, diversi impegni mi hanno tenuta fuori dalla mia cucina più di quello che avrei desiderato, ma eccomi di nuovo:)
Una delle protagoniste di questa stagione è la zucca.
Ricordo mia madre, fanatica di questo ortaggio, la mangiava quasi ogni giorno e la dava anche a me, che la odiavo ma la mangiavo lo stesso (com'è che i bambini d'oggi non mangiano mai quello che a loro non piace?? maahh...).
Oggi amo la zucca in tutte le salse... e questa è una di quelle che mi piace di più: la mostarda!
Si da il caso che andando a prendere la camomilla, abbia trovato un reparto di spezie esotiche... eccoloo là, il pepe lungo, finalmente! So che potevo acquistarlo in rete ma mi piace vedere e sentire quello che prendo e quindi ho aspettato.
Ho fatto questa -per me- prelibatezza con delle zucche mature e di una polpa soda e arancione intenso.
La ricetta originale del mio libricino prevedeva l'uso della cannella (1 stecca), io ho usato il pepe lungo che trovo una delizia divina, con un aroma davvero caldo e avvolgente!
Potrebbe essere un ottimo regalo di Natale messo in dei piccoli barattolini ben presentati (Sigrid insegna:).
E dato che siamo a Novembre, abbinatela ad un bel Cammembert, secondo me non si può chiedere di più!

1 Kg di zucca già pulita e tagliata a pezzetti
500 g di zucchero
4 pepe lungo
12 goccie di senape (trovati in drogheria)
1 limone tagliato in 4

Mettete in una bacinella i pezzi di zucca, coprite con lo zucchero e il limone. Coprite e lasciate 24 ore.
Aggiungete il pepe lungo e portate a bollore il tutto per 20 min., ritirate i pezzi a metteteli ad asciugare su una reticella con un contenitore sotto, per 12 ore (conservate il fondo di cottura con lo zucchero). Ripetete l'operazione per altre 3 volte. L'ultima volta che ritirate la zucca, se lo sciroppo è ancora liquido, fatelo bollire fino a caramellizzare (non troppo). Rimettete la zucca nuovamente, lasciate così per 24 ore.
Riscaldate nuovamente (giusto per invasarla calda), in barattoli sterilizzati.

Un abbraccio a tutti, vi auguro buona settimana:)